Assistenza in videostreaming: i sistemi come LCAlive! riducono i tempi di inattività presso i client industriali del costruttore svizzero di macchine LCA Automation. Foto: Dominik Hodel

Sopra l’orecchio sinistro di un addetto all’assistenza in Germania è fissata una videocamera da casco che legge i codici QR dal pannello di comando di una macchina. Il codice viene inviato a un server di dati su cui sono depositate le specifiche tecniche della macchina. Poco dopo i documenti appaiono sullo schermo davanti all’uomo con il casco. Senza fare un passo, contatta il produttore della macchina presso la LCA Automation di Küssnacht am Rigi. Lì, nella zona industriale di Fänn, risponde un tecnico dell’assistenza LCA, che premendo un pulsante ha di fronte a sé in videostreaming sia quanto ripreso dalla videocamera che i documenti adeguati.

Secondo le regole dell’Industria 4.0: la ditta di Christoph Rennhard cresce con estrema rapidità e ha già aperto filiali in Messico e Cina.

«Sistemi come LCAlive! migliorano il servizio e riducono i tempi di inattività dal cliente», spiega Christoph Rennhard, proprietario e amministratore delegato presso il produttore svizzero di macchine speciali.

Rennhard è un imprenditore tipico: laurea al PF, funzioni manageriali nell’industria MEM e amministratore delegato presso un produttore internazionale di componenti per macchine utensili. Da ultimo, il 54enne era a capo di oltre 400 collaboratori.

Imprenditore in ascesa

Nonostante questo nel 2010 è ripartito da zero. Tramite un management buy-in (MBI) ha rilevato la ditta svizzera LCA Automation AG. All’epoca sul libro paga c’erano 23 nomi e il fatturato era di circa sei milioni di franchi.

«Vogliamo entrare nella Champions League della costruzione di macchine.»

Christoph A.P. Rennhard è proprietario e amministratore delegato di LCA Automation AG a Küssnacht am Rigi.

Il pilota dilettante Rennhard ha dato il via all’ascesa, aggiudicandosi clienti aggiuntivi dal settore alimentare, dalla tecnica medica e dalla costruzione di veicoli, integrando la propria prestazione di mercato con l’acquisto supplementare di due piccole ditte regionali e fondando succursali in Cina e Messico. Per il 2016 la LCA Automation si aspetta un fatturato da 18 milioni di franchi e tutti gli 85 collaboratori conoscono il prossimo obiettivo: «entrare nella Champions League della costruzione di macchine», dichiara Christoph Rennhard. Per lui è chiaro che anche lì bisogna riscrivere le regole. In futuro ci si confronterà nell’Industria 4.0.

La videocamera da casco smart era soltanto l’inizio: Rennhard nel frattempo dà lavoro a 12 ingegneri del software, che sviluppano interfacce, utensili e piattaforme per trasformare una macchina convenzionale in un braccio esecutivo di una rete produttiva sovraordinata. Il nuovissimo progetto si chiama «LCA Monitoring». La piattaforma rileva in loco condizioni, massimo sfruttamento e usura di una macchina, valutando i dati e collegandoli a significative informazioni per collaboratori e management.

Soglie di allarme intelligenti

In tale ambito, un ruolo chiave viene svolto dai motori elettrici. Sono gli «animali da soma» della produzione industriale; un guasto può far sospendere tutto il percorso produttivo. I soliti comandi tastano il polso dei motori: temperatura, vibrazione, numero di giri, consumo di corrente e quindi rendimento e coppia. LCA Automation ora fa un passo avanti e genera da questi dati previsioni sulla probabilità di guasto della trasmissione.

La statistica matematica è stata elaborata da un dottorando del PF: Marc Engeler studia il ciclo vitale degli impianti di automazione e ora lavora principalmente a Küssnacht. «Redigo soglie di allarme intelligenti», spiega Engeler. LCA Monitoring dovrebbe puntare l’attenzione alla trasmissione di un impianto di fabbricazione nel momento esatto in cui è necessario l’intervento umano; né prima né naturalmente troppo tardi.

Per i clienti di Christoph Rennhard le piattaforme come LCA Monitoring sono il biglietto d’ingresso nel mondo delle fabbriche smart. Al posto di deviazioni dalla norma di difficile interpretazione, sono disponibili serie di dati e correlazioni statisticamente convalidate. L’approfondimento su macchine e impianti pone su un piano del tutto nuovo il miglioramento interno all’azienda.

Efficientissima manutenzione

I dati della macchina, però, offrono molto di più: se sono a disposizione del fornitore, ad esempio di LCA Automation, consentono una manutenzione altamente efficiente. L’assistenza periodica può essere orientata all’effettiva usura, migliorando la prevenzione dei guasti. «Passeremo da fornitori a partner», riassume Christoph Rennhard.

Ne conseguono notevoli aumenti di produttività in tutti gli ambiti: nell’industria chimica e nella costruzione di automobili, uno studio della DZ Bank tedesca parla di crescite dal 20 al 30 % fino al 2025. Sembra una dinamica che innesca la cosiddetta quarta rivoluzione industriale. L’Industria 4.0 non si esaurisce in un fascio di provvedimenti tecnici. Modifica invece i processi e le intere catene di creazione del valore.

Innovativi nel settore

Christoph Rennhard ha colto la sfida e investito un importo a sette cifre. Per l’associazione di categoria Swissmem è un modello esemplare: «Sistemi come LCA Monitoring aprono nuove strade», sottolinea Philip Hauri, responsabile del reparto Innovation. Il motivo? Aiutano ad approfondire il legame con la clientela in un ambito che, già oggi, deve il 40 % del proprio fatturato a supporto e assistenza.

L’iniziativa seguita da Hauri per Swissmem si chiama «Industria 2025». Il lavoro congiunto tra le associazioni di categoria Swissmem, asut, Electrosuisse e SwissT.net ha lo scopo di accompagnare l’industria metallurgica verso il futuro digitale. È uno sforzo necessario: la sede produttiva svizzera è minacciata da cambiamenti potenzialmente disgreganti dei tradizionali modelli commerciali (vedi intervista Industria 4.0 come grande chance).

La megatendenza dell’Industria 4.0 coinvolge così non soltanto il settore metallurgico ed elettronico ma anche i relativi clienti. E tocca in concreto tutte le aziende che perfezionano o vendono prodotti realizzati su scala industriale. Per loro cambieranno anche le condizioni quadro a livello finanziario.

Si cercano nuovi modelli

I cosiddetti fattori «deboli», infatti, dovrebbero diventare più importanti rispetto ai mezzi aziendali convenzionali come impianti ed edifici tecnici. «Le innovazioni nei processi e il capitale umano diventano sempre più importanti», commenta Joachim Leonhartsberger, Relationship Manager per i clienti aziendali della regione di Zurigo presso UBS. Ecco perché sono coinvolte anche le banche: «Già oggi ci occupiamo in modo altrettanto intenso dei potenziali effetti dell’Industria 4.0.»

A Fänn, la zona industriale ai piedi del Rigi, il progetto LCA Monitoring sta quasi volgendo al termine. In certi momenti hanno lavorato alla nuova piattaforma dieci ingegneri. Ora la tensione cresce. E presto toccherà ai venditori. Si tratta di acquisire clienti pilota. «I primi feedback sono stati euforici», dice Christoph Rennhard. 

Esiti sempre migliori…

Nel 1965, il fisico statunitense Gordon Moore dichiarò che il numero di componenti elettronici di un circuito integrato (processore) raddoppia ogni dodici mesi e con esso anche le sue prestazioni. Cosa significa la legge di Moore nel quotidiano?

Primo processore Intel

Rispetto al primo processore Intel 4004, i processori attuali con tecnologia a 14 nanometri forniscono una performance 3500 volte superiore, con un consumo energetico 90 000 volte inferiore. E sono 60 000 volte più convenienti.

Primo transistor a semiconduttore

Il primo transistor a semiconduttore era grande quanto la gomma di una matita. Oggi sei milioni di transistor trigate sono grandi come il punto in fondo a questa frase.

… e dimensioni minori

Smartphone

Con la tecnologia del 1971, il processore di uno smartphone Android sarebbe grande quanto un posto per parcheggiare.

Casa monofamiliare

I transistor moderni non sono riconoscibili a occhio nudo. Per vedere un singolo transistor, si dovrebbe raffigurare un processore grande quanto una casa monofamiliare.

Consumo di benzina

Se le auto avessero ridotto il proprio consumo di benzina tanto quanto i transistor hanno ridotto il proprio fabbisogno energetico, una persona potrebbe guidare un’auto per tutta la vita con un solo pieno di carburante.

Fonte: Computerbild/Axel Springer 2015