Cosa dice la nostra esperta? Lavoro part-time: anche la previdenza conta

Lavoro a tempo parziale: quali effetti sulla previdenza? Le risposte di Jackie Bauer, esperta di soluzioni previdenziali.

24 nov 2022 6 minuti di lettura
Previdenza significa immaginare oggi la vita di domani. Le decisioni importanti nella vita non dovrebbero essere prese solo in un’ottica di breve periodo, ma piuttosto in una prospettiva di lungo termine.

In Svizzera il lavoro a tempo parziale è molto diffuso, così come il luogo comune secondo il quale il part-time sarebbe «roba da donne». Le statistiche dell’UST continuano a confermarlo, dato che quasi il 60 percento delle donne occupate ha un carico di lavoro inferiore al 90 percento, contro solo il 20 percento degli uomini. Naturalmente, ciò ha un impatto rilevante sul reddito e quindi sulla situazione finanziaria sia nel corso della vita lavorativa, che durante il pensionamento.

Il sistema previdenziale è neutro in termini di genere

La previdenza statale, vale a dire il 1° pilastro o AVS, è destinato a garantire il minimo vitale ai pensionati. L’AVS si finanzia con il sistema a ripartizione, in base al quale la popolazione attiva finanzia le prestazioni previdenziali versando i contributi, e tiene conto delle interruzioni dell’attività professionale a fini di istruzione e cura familiare. Tale sistema è sostenibile finanziariamente solo se, nel corso degli anni, la popolazione attiva resta sufficientemente elevata rispetto al numero dei pensionati. Inoltre, l’AVS si basa molto sul modello tradizionale della famiglia monoreddito.

Il 1° pilastro, dunque, assicura alla maggioranza delle coppie sposate la rendita massima se uno dei partner soddisfa i requisiti anche qualora l’altro presenti versamenti contributivi bassi o nulli. Tuttavia, alla luce del calo demografico, il modello di finanziamento dell’AVS dovrà riformarsi in futuro e richiederà maggiori sacrifici alla popolazione attiva. L’innalzamento dell’età pensionabile per le donne nel settembre 2022 con la riforma AVS 21 ha rappresentato un passo in questa direzione. Potete leggere i dettagli della riforma nel nostro articolo AVS Accettata l’AVS 21 – resta ancora molto da fare

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Nel 2° pilastro della previdenza professionale (LPP), siamo tutti costretti, per così dire, a mettere da parte una quota del nostro reddito da lavoro per quando saremo in pensione. «Noi siamo quello che mangiamo» dice un proverbio. Ecco, per quanto riguarda la previdenza professionale, il proverbio si potrebbe parafrasare con: «Si raccoglie quel che si semina». Il reddito e le prestazioni offerte dal datore di lavoro sono, dunque, determinanti per l’avere di vecchiaia, e un part-time non è privo di conseguenze, anche solo per il salario più basso. A complicare ulteriormente le cose, tuttavia, c’è il fatto che la normativa prevede una soglia d’ingresso per la previdenza professionale a CHF 22 050 all’anno (a partire dal 1° gennaio 2023): i redditi più bassi dunque non saranno presi in considerazione. Inoltre, la deduzione di coordinamento (CHF 25 725 a partire dal 1° gennaio 2023), fa da giunzione tra le quote di salario assicurate da AVS e quelle dell’LPP.

’Si raccoglie quel che si semina’. Il reddito e le prestazioni offerte dal datore di lavoro sono determinanti per l’avere di vecchiaia.

Ciò consente di evitare una doppia copertura assicurativa, cioè la parte dello stipendio che viene assicurata nel 1° pilastro non viene assicurata anche nel 2°. Di conseguenza, molte persone con redditi da lavoro bassi sono in parte o completamente escluse dalla previdenza professionale. Una cosa è certa: le differenze nella situazione pensionistica tra i gruppi socioeconomici registrate dalle statistiche non dipendono solo dal sistema previdenziale, ma anche dai modelli sociali e dalle tradizioni in ambito familiare e lavorativo.

Pensare nel lungo periodo

Vi sono molte ragioni che spingono una persona a lavorare part-time. Tuttavia, tale decisione dovrebbe essere assunta consapevolmente, tenendo conto non solo delle conseguenze a breve termine ma anche di quelle nel lungo periodo. A breve termine, ad esempio, prevale l’argomento secondo cui l’assistenza all’infanzia offerta dallo stato è difficilmente accessibile, mentre gli asili privati sono molto cari. Il lavoro a tempo parziale, tuttavia, può essere incompatibile con la professione oppure il reddito a fine mese potrebbe risultare insufficiente. Così, a lungo andare, si rischia di perdere di vista i contributi pensionistici, e non solo quelli versati in quanto dipendenti, ma anche quelli del datore di lavoro. Inoltre, è importante evitare, per quanto possibile, interruzioni prolungate dell’attività lavorativa e continuare la formazione professionale, in modo da disporre ancora di opportunità sul mercato del lavoro.

Le dinamiche attuali lasciano prevedere che in futuro il lavoro part-time non sarà più una tematica prettamente femminile. Oggi, sono meno numerose le donne che lavorano a tempo pieno rispetto a dieci anni fa, anche se hanno in media meno figli. Tuttavia, mentre un decennio fa solo il dieci percento degli uomini lavorava part-time, oggi questa percentuale è quasi raddoppiata. Ciò dipende dal fatto che vita professionale e lavoro domestico vengono ripartiti in modo sempre più egualitario in ambito familiare. Allo stesso tempo, si sta diffondendo tra i giovani la tendenza a cercare un miglior equilibrio tra vita lavorativa e tempo libero, che si traduce in interruzioni prolungate o ricorrenti della vita lavorativa, formazioni più lunghe o settimane di lavoro più brevi. Il part time, d’altronde, è aumentato anche nelle fasce più anziane della popolazione e persino oltre l’età di pensionamento ordinaria. Ciò significa che il divario tra uomini e donne in tema di lavoro parziale registrato dalle statistiche – in gran parte riconducibile al diverso carico di lavoro – dovrebbe ridursi nel tempo.

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Al tempo stesso, la previdenza per la vecchiaia sta diventando una questione sempre più importante per tutti. Previdenza significa immaginare oggi la vita di domani. Le decisioni importanti nella vita non dovrebbero essere prese solo in un’ottica di breve periodo, ma piuttosto in una prospettiva di lungo termine. La definizione di un budget può rivelarsi utile per sapere quali spese sono essenziali e quali probabilmente superflue. Inoltre, è necessario conoscere il sistema previdenziale e richiedere una previsione delle rendite AVS e della cassa pensioni, per poter confrontare spese ed entrate. Il tal modo si può decidere consapevolmente quanto è necessario per una vita serena, adesso e in futuro, e come ripartire al meglio i propri redditi. Ciò consente di preparare in modo accurato e coscienzioso il passaggio al part-time lasciando da parte le statistiche.

Jackie Bauer è economista: esperta di soluzioni previdenziali presso UBS, è responsabile del dipartimento Retirement Research nell’ambito del Chief Investment Office. Tiene regolarmente conferenze sull’evoluzione attuale e futura del sistema previdenziale svizzero e sulle sue conseguenze per investitori privati e istituzionali. Ha studiato economia politica all’Università di Zurigo e lavora presso UBS dal 2013.

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