La previdenza svizzera per la vecchiaia si basa sul principio dei 3 pilastri

In questo articolo te lo spieghiamo in maniera chiara e comprensibile.

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Il 1° pilastro è composto dall’assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) e da quella per l’invalidità (AI). È obbligatorio per tutti i lavoratori in Svizzera e copre il minimo esistenziale dopo il pensionamento.

Il 2° pilastro obbligatorio è la cassa pensioni, a cui i lavoratori versano premi di risparmio dal 24o anno di età. Dovrebbe servire a mantenere il tenore di vita abituale anche più avanti negli anni.

Insieme, gli importi del 1° e del 2° pilastro coprono dopo il pensionamento dal 60 al 70% del tuo ultimo salario.

Con il 3° pilastro puoi colmare dopo il pensionamento eventuali lacune tra l’importo che riceverai dai primi due pilastri e le spese che dovrai sostenere. Il 3° pilastro è volontario. Poiché non sai ancora di quanto denaro avrai bisogno, è consigliabile sfruttare anche questo pilastro, sul quale è attualmente possibile versare al massimo 6883 franchi all’anno (dato aggiornato al 2021). Un grande vantaggio deriva dal fatto che l’importo versato può essere dedotto dal reddito imponibile e permette così di pagare meno imposte. Attualmente gli uomini vanno in pensione a 65 anni e le donne a 64.

Trovi informazioni dettagliate sul 3° pilastro qui sotto.

Il 1° pilastro (la previdenza statale) garantisce il minimo vitale

Il 1° pilastro è l’AVS, ovvero l’assicurazione vecchiaia e superstiti. Ad essa contribuiscono tutte le persone residenti in Svizzera e attive lavorativamente dal 17° anno di età. Effettui versamenti nel 1° pilastro a partire dall’inizio dell’attività lavorativa, al più tardi all’età di 20 anni.

I contributi AVS ammontano all’8,7% del tuo salario lordo e vengono dedotti e versati dal tuo datore di lavoro, a cui spetta metà dell’importo, mentre l’altra metà è a carico tuo. A ciò si aggiunge l’1,90% per l’assicurazione per l’invalidità (AI) e l’indennità per perdita di guadagno. Questi importi vengono indicati nella tua busta paga mensile. L’importo assoluto che finisce nel 1° pilastro dipende dal tuo stipendio: l’ammontare versato sarà quindi più o meno alto in base a quanto si guadagna. La rendita AVS è basata sulla solidarietà: le persone che guadagnano più denaro sostengono con i loro contributi AVS più elevati coloro che percepiscono meno e che pertanto effettuano versamenti inferiori.

Per poter ricevere in futuro l’importo massimo dal 1° pilastro è importante che i contributi AVS siano stati versati ininterrottamente. Se la tua attività lavorativa è continuativa, ciò non rappresenta un problema. Se però, ad esempio, vai all’esterno per un determinato periodo, è bene chiarire in anticipo se durante questo lasso di tempo continuerai a soggiacere all’obbligo di contribuzione. È importante versare sempre il contributo minimo. Se per un anno non hai versato contributi AVS, consigliamo di pagare l’importo mancante entro cinque anni, per chiudere la lacuna.

Il 2° pilastro è la previdenza professionale e consente di mantenere il proprio tenore di vita

Il 2° pilastro è la cassa pensioni, che insieme al 1° va a coprire tra il 60 e il 70% del tuo ultimo salario e consente il mantenimento dello stile di vita abituale dopo il pensionamento. Sono tenuti ad avere una cassa pensioni tutti gli impiegati con un salario annuo superiore a 21 510 franchi.

I versamenti iniziano il 1° gennaio dopo il tuo 24° compleanno. I lavoratori indipendenti possono assicurarsi su base volontaria. Se si cambia impiego l’intero capitale della cassa pensioni viene trasferito in quella del nuovo datore di lavoro, mentre in caso d’interruzione dell’attività lavorativa spetta a te trasferire il capitale in un conto di libero passaggio.

A differenza del 1° pilastro, esistono alcune eccezioni che consentono di prelevare in anticipo il denaro del 2° pilastro. Tra queste troviamo il finanziamento di un’abitazione a uso proprio o l’avvio di un’attività indipendente. Se invece preferisci investire qualcosa in più nella cassa pensioni, puoi effettuare versamenti aggiuntivi su base volontaria che comportano agevolazioni fiscali e un aumento della pensione futura. Ciò conviene soprattutto quando si è un po’ più in là con gli anni e si ha un salario più elevato.

Il 3° pilastro rappresenta la previdenza privata e copre le ulteriori esigenze personali

Il 3° pilastro è volontario e offre l’opportunità di avere da parte un po’ più di denaro dopo il pensionamento. Rispetto a un conto di risparmio, con versamenti regolari nel 3° pilastro puoi accantonare più denaro grazie ai maggiori interessi. Il 3° pilastro consente anche di risparmiare a livello fiscale: gli importi versati possono essere infatti dedotti dal reddito imponibile.

Inoltre gli averi del pilastro 3a si possono investire in fondi previdenziali, il che offre opportunità di rendimento maggiori rispetto al conto. Oltre a consolidare la tua previdenza privata, con il pilastro 3a puoi anche fare del bene alla società e all’ambiente grazie ai Fondi d’investimento sostenibili UBS Vitainvest.

Quando apri un conto 3a in una banca, spetta a te decidere se e quanto depositi all’anno, dato che anche piccole somme sono un buon modo per iniziare a risparmiare. Aprendo invece un conto 3a presso un’assicurazione è necessario versare ogni anno un importo fisso, e si ha quindi meno flessibilità. A prescindere dal tipo di conto 3a, chiunque sia affiliato a una cassa pensioni può versare annualmente al massimo l’importo fissato, pari a 6883 franchi per il 2021. Le persone senza cassa pensioni possono versare fino al 20% del loro reddito netto, attualmente pari a max. 34 416 franchi (dato aggiornato al 2021) all’anno.

I fondi del 3° pilastro sono bloccati fino a cinque anni prima del pensionamento. Analogamente a quanto avviene per il 2° pilastro, esistono però delle eccezioni: in caso di finanziamento di un’abitazione di proprietà, avvio di un’attività indipendente o trasferimento all’estero è possibile prelevare il denaro.

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