I nostri nonni avevano un solo appuntamento in tutta la vita, poi si sposavano. Oggi le cose sono ben diverse: grazie alle app di incontri si può organizzare un appuntamento in qualunque momento e sorseggiare cocktail a prezzi esorbitanti. Ma alla fine chi paga il conto?

Se ci si immagina di condividere il letto prima o poi, sarebbe già un buon inizio fare altrettanto con il conto. Ma come in molti altri casi nella vita, anche qui vale una regola: «communication is key». Se la donna vuole pagare, dovrebbe dirlo! Se al contrario è l’uomo, che lo faccia! E anche se si vuole dividere la spesa, va bene lo stesso. Che sia l’uomo o la donna a pagare non fa alcuna differenza; per di più tra persone dello stesso sesso la questione è ormai obsoleta.

In passato era logico che fosse l’uomo a pagare, poiché di norma guadagnava più della donna, che spesso non guadagnava affatto. Oggi però, anche se esiste ancora un divario retributivo, le donne non sono costrette ad accettare che l’uomo paghi. E perché dovrebbero? E gli uomini ovviamente non devono sentirsi obbligati a farsi carico del conto. Ci sono molte donne che guadagnano decisamente più degli uomini, ma non dovrebbero sentirsi a disagio a farsi invitare.

Insomma, chi non ha problemi di soldi dovrebbe pagare con nonchalance anche per l’altra persona. E per chi non è del tutto convinto e non vuole dare false speranze: spesa comune, mezzo gaudio. In fin dei conti, i soldi passano in secondo piano: si tratta di amore, e quello, si sa, non ha prezzo.

Fino a non molto tempo fa, era normale che l’uomo aprisse la porta alla donna, le avvicinasse la sedia e pagasse il conto. Oggi invece non si sa più come ci si deve comportare, ed è giusto così: nessuno infatti si dovrebbe sentire costretto ad assumere un certo ruolo. Ciononostante, quando arriva il conto c’è sempre un po’ di imbarazzo.

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