Cura dei figli E se mamma o papà rimanesse a casa?

La felicità dei figli viene prima. Ecco perché molti genitori riducono l'attività lavorativa, con conseguenze sulla previdenza.

«Amore, voglio più tempo per nostro figlio!», dicono alcune neomamme ai neopapà, o viceversa. In effetti, diversi studi dimostrano che il rapporto tra genitori e figli nei primi tre anni di vita contribuisce in maniera sostanziale al benessere e al futuro successo del bambino.

Per questo motivo, in molte coppie uno dei partner riduce l’attività lavorativa o, addirittura, si licenzia per poter stare con il figlio. Se ciò, da un lato, è un investimento sensato nel futuro del bambino, dall’altro, incide anche sulla previdenza. Che cosa dovrebbero sapere mamma e papà se decidono improvvisamente di rimanere a casa?

Cassa pensioni: le prestazioni diminuiscono

Chi riduce il proprio onere lavorativo riduce, allo stesso tempo, le prestazioni della previdenza professionale, poiché il salario assicurato è minore. Qualora il genitore interessato diventasse inaspettatamente invalido, dovrebbe rassegnarsi a una rendita di invalidità della cassa pensioni inferiore. La stessa sorte tocca all’avere di vecchiaia.

Questo problema si aggrava quando la mamma o il papà decide di rinunciare completamente al lavoro. In futuro, in caso di invalidità, potrà contare soltanto sulle prestazioni dell’AVS/AI e su un eventuale capitale di libero passaggio della cassa pensioni precedentemente accumulato. Quest’ultimo, però, potrà essere percepito solo al momento del pensionamento.

Se ci si limita a ridurre il proprio onere lavorativo, per colmare le lacune previdenziali è possibile considerare un riscatto nella cassa pensioni, che oltretutto è detraibile dal reddito imponibile. Tuttavia, un riscatto andrebbe effettuato non solo sulla base di considerazioni fiscali, ma anche e soprattutto in funzione della situazione familiare e della situazione finanziaria della cassa.

Pilastro 3a: colmare le lacune e risparmiare sulle imposte

Molto interessante in queste circostanze è il pilastro 3a, ovvero la previdenza vincolata volontaria. I versamenti nel pilastro 3a (Conto Fisca UBS) sono anch’essi interamente deducibili dalle imposte. Chi ha una cassa pensioni può versare, nel 2018, al massimo 6768 franchi; tuttavia, è possibile versare anche somme inferiori. Le famiglie che vogliono far fruttare al meglio i loro risparmi possono prendere in considerazione anche i fondi d'investimento del pilastro 3a. I Fondi Vitainvest UBS offrono maggiori opportunità di rendimento a lungo termine, ma sono soggetti a oscillazioni di valore più accentuate.

Previdenza e risparmio per l'abitazione di proprietà

Gli averi del pilastro 3a possono, in linea generale, essere percepiti al massimo cinque anni prima del raggiungimento dell’età di pensionamento ordinaria. Tuttavia, sono ammesse alcune eccezioni: gli averi del pilastro 3a possono essere ad esempio prelevati in anticipo nel caso in cui si percepisca una rendita di invalidità completa oppure si voglia acquistare un’abitazione di proprietà, uno dei tipici sogni di molte giovani famiglie.

Risparmiare: prima si comincia, meglio è

Previdenza, in fin dei conti, significa risparmio. Qualunque forma previdenziale si scelga, vale sempre questo principio: prima cominciate a mettere regolarmente qualcosa da parte, meglio è. Il numero di anni a disposizione e il tasso d’interesse applicato possono fare la differenza. Chi risparmia 250 franchi al mese a un tasso d’interesse annuo del 2% riceve dopo vent'anni un capitale di quasi 74 000 franchi. Con un tasso d’interesse del 3%, il capitale ammonterebbe a quasi 82 000 franchi. L’errore più grande che si può commettere in ambito previdenziale è: rimandare

Calcolatore previdenza

Calcolate l’avere per la vostra previdenza di vecchiaia o quante imposte potete risparmiare.