Segnali di ripresa: rimbalzo in vista per l’economia cinese?
I segnali positivi suggeriscono una possibile risalita, ma si può trovare alfa con o senza una ripresa a breve termine.

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I segnali positivi suggeriscono una possibile risalita, ma si può trovare alfa con o senza una ripresa a breve termine.

Ci sarà una ripresa organica dell'economia cinese? Gli investitori lo chiedono spesso, ed è comprensibile visto il ciclo negativo che perdura da quasi tre anni in un contesto di incertezza economica globale. È troppo presto per dare una risposta definitiva, ma ci sono sicuramente segnali incoraggianti.
Se consideriamo i segnali dentro e fuori la Cina, finora diversi indicatori anticipatori dell’economia hanno evidenziato cambiamenti positivi, segnalando un aumento della domanda di esportazioni che potrebbe precedere un rimbalzo cinese e una ripresa dell'economia internazionale.
Segnali globali
La Germania è la più grande economia europea e lo stato del suo settore manifatturiero dà un'idea non solo dell'economia europea nel suo complesso, ma anche della salute del commercio internazionale. Le attività manifatturiere, misurate dal Markit Germany Manufacturing PMI, sembrano avere superato il punto di minimo lo scorso anno.
Il PMI tedesco ha registrato una tendenza al ribasso dalla fine del 2021, scendendo al punto più basso degli ultimi tre anni l’estate scorsa per poi cominciare a risalire. Considerato che il PMI misura il livello di attività attraverso un’indagine tra i responsabili degli acquisti, che tendenzialmente hanno un accesso anticipato ai dati sulla performance della propria azienda, la risalita dell'indice è un buon segnale per il commercio internazionale. Resta comunque da vedere se questo iniziale rimbalzo riuscirà a consolidarsi e a prendere slancio, anche perché il PMI ha perso terreno a febbraio e continua a segnalare una recessione (attestandosi a un livello inferiore a 50).
La Germania non è l'unico Paese a presentare dati positivi. La crescita delle esportazioni è diventata espansiva per la Corea del Sud e Taiwan circa nello stesso periodo in cui il PMI tedesco ha iniziato a migliorare l'anno scorso, e la ripresa delle esportazioni di semiconduttori ha giocato un ruolo importante. La Cina continua a essere il principale partner commerciale della Corea del Sud e di Taiwan.
Per quanto riguarda la Corea del Sud, le esportazioni sono cresciute per quattro mesi consecutivi e il rialzo di gennaio è il maggiore da quasi due anni. Le vendite di semiconduttori, che hanno registrato il tasso più rapido degli ultimi sei anni, hanno accelerato il ritmo complessivo, sostenuto anche dalle vendite di automobili ed elettrodomestici. Le spedizioni verso gli Stati Uniti e il Giappone sono aumentate, e così anche quelle verso la Cina, in salita per la prima volta da maggio 2022.1
Le esportazioni di Taiwan hanno seguito un andamento simile: le vendite di componenti elettronici, dai semiconduttori alle apparecchiature audio e video, hanno registrato un'accelerazione all'inizio dell'anno, ponendo fine a una flessione di 14 mesi per questi settori strategicamente importanti per Taiwan. La Cina ha acquistato più merci taiwanesi, mentre sono aumentate anche le spedizioni verso gli Stati Uniti e i Paesi ASEAN.2
Tornando alla Cina, ci aspettiamo di vedere un ulteriore miglioramento dell'economia nazionale quest'anno. L'indice dei prezzi alla produzione cinese (PPI), che traccia la variazione dei prezzi ottenuti dai produttori nazionali per i loro beni e servizi, offre segnali rivelatori sull'inflazione all'ingrosso e sullo stato di salute dell'economia in generale. Il PPI è in calo dalla fine del 2021 e potrebbe aver toccato il minimo la scorsa estate. Da allora è salito costantemente, a indicare una possibile stabilizzazione del settore manifatturiero cinese.
Dopo un ciclo di riduzione delle scorte durato 12-18 mesi, in Cina le vendite di PC e smartphone stanno recuperando terreno rispetto al minimo segnato lo scorso anno. Le vendite di smartphone hanno iniziato a risalire nel quarto trimestre dell’anno scorso, segnando il primo aumento trimestrale da oltre due anni. Questo potrebbe essere un primo segnale di un’imminente ripresa della domanda interna e della fiducia dei consumatori, che in effetti sembra essersi stabilizzata dopo un forte calo nel 2022. La domanda organica, da sola, non è probabilmente sufficiente a determinare una svolta a "V" per l'economia cinese, ma non escludiamo questa possibilità.
Nonostante l’impegno ad attuare importanti politiche di sostegno all'economia, i cambiamenti e le misure annunciate alle “Due Sessioni" indicano chiaramente una bassa probabilità di stimoli aggressivi nel prossimo futuro. I controlli più severi in vari ambiti, tra i quali il debito dei veicoli di finanziamento degli enti locali (LGFV), le società di sviluppo immobiliare insolventi e i regolamenti dei titoli, rivelano che i policymaker sono ancora molto concentrati sulla riduzione del rischio. Questo scenario è in linea con quanto emerso in occasione dei nostri recenti viaggi di ricerca nello Zhejiang, nello Hunan e nel Guangdong, dove abbiamo osservato attività industriali poco entusiasmanti, controlli sul debito molto più severi e revisioni dei progetti per i nuovi investimenti infrastrutturali da parte delle LGFV, nonché una maggiore attenzione alla riduzione dei coefficienti di leva finanziaria per le imprese a conduzione statale locali (SOE). A nostro avviso, queste politiche rallenteranno la crescita del finanziamento sociale totale (TSF) quest'anno e danneggeranno le prospettive di utili per il mercato. Dato il tono delle Due Sessioni, riteniamo meno probabile l'adozione di politiche più favorevoli alla crescita nella prossima riunione del Politburo di fine aprile.
Ci sono comunque segnali positivi sul campo: dall’inizio dell’anno la crescita delle esportazioni sembra discreta a Yiwu (un polo produttivo di beni di uso quotidiano) e la domanda di investimenti nel settore manifatturiero appare migliore del previsto, nonostante i margini complessivamente compressi e un PPI ancora negativo. È incoraggiante che gli imprenditori stiano lavorando per migliorare l'efficienza e aggiornare gli impianti in un contesto di mercato difficile, e che la spesa industriale in conto capitale sia sostenuta dai governi locali attraverso sussidi.
I viaggi di lavoro e le visite aziendali in diverse regioni del Paese ci consentono di cogliere i primi segnali di un cambiamento della domanda o della direzione dell'economia reale, aiutandoci a individuare eventuali segnali che potrebbero essere sfuggiti ad altri.
L'economia cinese, in fase di rallentamento, sta affrontando una serie di cambiamenti fondamentali e la transizione richiederà tempo. Il mercato azionario beta-driven alimentato da una crescita veloce appartiene al passato, almeno per ora, mentre sembra esserci un grande potenziale per le opportunità di alfa strutturale.
Se la volatilità dovesse persistere e l'economia non riuscisse a riprendersi con la rapidità sperata dagli investitori, un approccio relative value long/short low-net potrebbe rappresentare una soluzione “per tutte le stagioni” in condizioni di mercato mutevoli e spesso difficili. Mentre continuiamo a cercare segnali che ci diano maggiori indicazioni sulla direzione dell'economia, un approccio long/short potrebbe contribuire a fornire rendimenti risk-adjusted differenziati e interessanti nel lungo periodo.
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