Bond bites Chi saranno i vincitori e i perdenti nel mondo del reddito fisso?

Approfondimenti sul campo

12 mag 2020
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In tutto il mondo le autorità hanno messo in campo stimoli fiscali e monetari senza precedenti per compensare i danni economici causati dal COVID-19. La pandemia in corso avrà un profondo impatto sulle economie nei prossimi mesi e forse anni. Oggi che cosa significa questo per gli investitori obbligazionari?

Messaggi chiave del webinar

  • Quando arriverà, la ripresa economica globale sarà sostenuta dal supporto monetario e fiscale messo in atto da governi e banche centrali in modo rapido e creativo, con misure che sono andate ben oltre quelle adottate nel 2008/2009
  • In assenza di un vaccino e di cure efficaci, la ripresa sarà diversa da quelle che abbiamo vissuto in passato e gli investitori dovranno muoversi con cautela. La crescita sarà esposta a battute d’arresto, con effetti differenti nelle diverse parti del mondo
  • Proprio come nel 2008, la leva finanziaria sarà trasferita in definitiva nelle mani dei governi. Ci saranno quindi vincitori e perdenti, perché alcune società e settori riceveranno più sostegno di altri
  • Non tutte le regioni e i settori sono colpiti allo stesso modo dal COVID-19, e questo crea alcune opportunità di acquisto
  • I disavanzi fiscali interni finanziati dagli acquisti di obbligazioni da parte delle banche centrali potrebbero ridurre i movimenti internazionali di capitali in futuro
  • Il sostegno monetario e fiscale dei governi potrebbe gettare le basi per un possibile aumento dell’inflazione. Gli investitori dovrebbero prendere in considerazione una protezione dall’inflazione per i propri portafogli
  • Preferiamo le obbligazioni investment grade al credito high yield e vediamo selezionate opportunità nei mercati emergenti a medio e lungo termine

Jonathan Gregory, Head of Fixed Income UK

I mercati dopo la pandemia di COVID-19

L’impatto del COVID-19 sui mercati presenta tre scenari principali. Primo, i rendimenti nominali sono ovunque assai più bassi rispetto a prima della crisi, mentre i rendimenti reali sono generalmente inferiori ma non hanno recuperato fino ai livelli pre-crisi, pertanto potrebbero esserci opportunità di sovraperformance dei rendimenti reali in futuro. Secondo, abbiamo osservato un ampliamento degli spread in tutti i mercati del credito e a seguire un ritracciamento che ultimamente si è interrotto nell’investment grade e nell’high yield (HY), specialmente sui mercati emergenti (ME). Gli spread ME non sono tornati allo stesso livello raggiunto dall’high yield e dall’investment grade (IG) nei mercati sviluppati, di conseguenza sono possibili opportunità di rialzo. Terzo, il dollaro ha sperimentato una forte ondata di volatilità e adesso si trova a un livello più elevato rispetto a prima dell’inizio della crisi.

Questo contesto è destinato a creare vincitori e perdenti, nonché rischi e opportunità per gli investitori attivi. Gli investitori di maggiore successo saranno quelli che adotteranno un approccio flessibile, interrogandosi sulle decisioni di investimento e sulle proprie view e aspettative.

Lo stimolo fiscale globale in prospettiva

Il mantra dei governi di tutto il mondo è agire in fretta e con vigore in risposta alle turbolenze dei mercati. Come evidenziano i dati riportati, gli stimoli fiscali messi in campo per fronteggiare l’attuale crisi sono almeno il triplo di quelli adottati durante la crisi del 2008/2009. Inoltre queste cifre non includono i fondi di garanzia stanziati dai governi, bensì indicano solo l’effettiva spesa pubblica. In realtà, il Fondo Monetario Internazionale ha affermato che i livelli di disavanzo fiscale dei mercati sviluppati potrebbero raggiungere mediamente l’11% del PIL globale entro la fine dell’anno, ovvero il 15-20% se si includono i fondi di garanzia per le imprese. Le cifre che seguono, pertanto, dipingono un quadro sottostimato dei reali livelli di debito.

Figura 1: livelli di stimolo fiscal nei paesi sviluppati

Variazione della spesa pubblica in percentuale del PIL globale. 2008/9 versus il 15 aprile 2020

Dalle politiche monetarie alle politiche di credito

Molte banche centrali sono dovute andare ben oltre le proprie politiche per sostenere le rispettive economie. La pandemia di COVID-19 e i relativi lockdown stanno causando quella che probabilmente sarà la più profonda recessione dopo la Grande depressione. Varando misure che superano ampiamente gli interventi del 2008, la Federal Reserve USA (Fed) ha adottato linee di liquidità molto simili a quelle della crisi precedente, ma le ha dovute estendere fino a includere linee di credito che riguardano anche i mercati del credito primari e secondari. Le principali misure – il supporto alle piccole e medie imprese – hanno beneficiato anch’esse di questa estensione e rappresentano una parte rilevante dell’attuale toolkit di politica monetaria.

Il viaggio verso il nuovo mondo

In assenza di un vaccino e di cure efficaci, la ripresa sarà diversa da quelle che abbiamo vissuto in passato e quando le economie riapriranno dovremo muoverci con cautela. Il percorso della ripresa sarà differente nei vari Paesi. Anche in caso di un’uscita senza scossoni, alcuni Paesi dovranno affrontare indirettamente una serie di sfide, per esempio se la loro industria manifatturiera dipende dalle importazioni provenienti da una nazione ancora indietro lungo la curva della ripresa, che quindi provoca interruzioni nella catena di approvvigionamento.

L’era delle banche centrali e degli obiettivi di inflazione “indipendenti” sta per finire. Negli ultimi dieci anni le banche centrali sono state i principali attori dei mercati, anche prima del COVID-19 la forte dipendenza dalle sole politiche monetarie e l’incapacità di raggiungere gli obiettivi di inflazione rappresentavano una sfida, per le banche centrali e i governi, a cambiare approccio. Nel prossimo futuro, la politica monetaria di molti Paesi passerà dal dedicarsi al solo obiettivo di inflazione a un approccio molto più coordinato con la politica fiscale. I governi avranno bisogno dell’intervento delle banche centrali per mantenere bassi i rendimenti.

Proprio come nel 2008, la leva finanziaria viene trasferita nelle mani dei governi. Quest’anno i disavanzi fiscali stanno crescendo e questo creerà vincitori e perdenti, casuali o intenzionali. Le società aiutate dai governi saranno soggette a maggiore scrutinio sulle politiche di distribuzione dei dividendi e sui bonus agli amministratori, come è accaduto al settore bancario durante la crisi finanziaria globale.

La pandemia di COVID-19 e le politiche che ne deriveranno avranno implicazioni per il movimento di merci, persone e capitali.


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