Panorama – Investire nel 2021 Passi da gigante per le small cap?

Resilienza in periodi di stress per l’economia

di | Viara Thompson, Research Analyst, Pan-European Small & Mid Cap Equities, David W. Sullivan, Investment Analyst, US Small Cap Growth Equities e Kevin Barker, Head of Equity Specialists

Storicamente, le small-cap tendono a guidare l’uscita del mercato da una recessione. Per il 2021 gli investitori possono dunque aspettarsi maggiori opportunità dalle società a minore capitalizzazione?

I titoli delle small-cap hanno sottoperformato le large-cap nel periodo di turbolenza causato dal COVID-191. Questa reazione è in linea con l’ultima correzione globale del 2008, quando le small-cap persero più delle large-cap per poi rimbalzare in modo più netto durante la ripresa (Figura 6). Nel lungo periodo le società a minore capitalizzazione hanno fornito rendimenti migliori e su un orizzonte a 20 anni l’indice MSCI All Country Small Cap ha sovraperformato l’MSCI All Country World del 2,3%2 all’anno.

Mentre i mercati e le economie entrano progressivamente nella fase di ripresa post-COVID, crediamo che questo sia il momento giusto per considerare una maggiore esposizione verso le strategie small-cap3.

Perché investire in small-cap?

Secondo Bloomberg, vi sono in media quattro analisti sell-side dedicati per ciascuna società small-cap, rispetto a una media di sedici analisti per ogni large-cap. I team di gestione con un maggior numero di risorse possono quindi sfruttare un sostanziale vantaggio informativo per riuscire a individuare opportunità di investimento interessanti.

Gli indici delle small-cap sono meno concentrati rispetto a quelli delle large-cap, infatti i 10 maggiori titoli dell’MSCI ACWI Small Cap Index corrispondono solo al 2% della capitalizzazione totale di mercato dell’indice, mentre le prime 10 società dell’indice MSCI ACWI rappresentano il 15,7%4.

Figura 1: MSCI All Country World e MSCI All Country Small Cap (USD)

Fonte: Bloomberg LLC, MSCI. Dati al 30 settembre 2020.

Figura 2: Performance relativa del gestore mediano rispetto al benchmark per il periodo di cinque anni al 30 settembre 2020

Fonte: eVestment, al 30 settembre 2020.

Questo significa che i gestori di small-cap hanno tipicamente un’active share più elevata rispetto ai gestori di large-cap.

La Figura 2 confronta la performance dei gestori di investimenti in small-cap e large-cap rispetto ai loro benchmark negli Stati Uniti e in Europa. Negli ultimi cinque anni il gestore mediano di small-cap ha sovraperformato il benchmark dell’1,9% in Europa e dello 0,6% negli Stati Uniti, mentre il gestore mediano di large-cap ha sovrapeformato il benchmark dell’1,4% in Europa e ha sottoperformato dello 0,7%5 negli Stati Uniti. Di conseguenza, la migliore performance del gestore, unita ai rendimenti complessivi superiori, incrementa il ritorno che gli investitori in small-cap possono realizzare nel lungo periodo.

Le potenziali insidie di un investimento in small-cap

Gli indici di small-cap hanno spesso un peso più elevato in settori ciclici come materiali e industriali, mentre gli indici di large-cap presentano tipicamente una maggiore ponderazione nell’IT e nei servizi di comunicazione. Questo vale in particolare negli Stati Uniti e, in misura minore, in Europa.

Generalmente le small-cap hanno anche un beta più elevato. Questa maggiore ciclicità è stata un fattore negativo nel 2020, ma in una prospettiva a più lungo termine la ciclicità e il beta più elevati rappresentano un elemento positivo per generare ritorni migliori.

Le questioni ambientali, sociali e di governance stanno diventando sempre più importanti per gli investitori e spesso è più difficile accedere ai dati delle società di minori dimensioni a causa della scarsa copertura fornita dai data provider, ma la situazione potrebbe iniziare a cambiare con la nuova regolamentazione nel 2021.

Un punto d’ingresso interessante

Chiaramente, l’attuale contesto degli utili è molto difficile per le società. Diventa quindi più problematico valutare le metriche a breve termine come i rapporti prezzo/utili (P/E).

Il P/E forward di 21,7 per le small-cap, rispetto a un P/E di 19,2 per l’MSCI ACWI, rispecchia la maggiore ciclicità degli utili per le società di minori dimensioni e gli utili compressi generati finora durante la recessione globale indotta dalla pandemia.

D’altro canto, con il progressivo passaggio delle economie alla fase di ripresa, la maggiore ciclicità dovrebbe determinare una crescita più rapida degli utili, giustificando quindi il maggiore P/E ratio a più breve termine.

Crediamo che questo sia il momento opportuno per valutare un aumento dell’esposizione verso le strategie small-cap.

Ci aspettiamo che l’attuale situazione di disruption faccia accelerare alcuni cambiamenti strutturali nel nostro modo di lavorare e consumare. Alcune mega-cap statunitensi sono considerate beneficiarie di tali cambiamenti, ma vi sono molte opportunità di investimento nelle small-cap che, rispetto alle controparti di maggiori dimensioni, si pongono come campioni di nicchia oppure hanno una maggiore esposizione verso temi di crescita strutturali.

Sebbene siano disponibili meno informazioni pubbliche sulle small-cap, le conoscenze accumulate nel tempo dagli investitori attraverso le numerose interazioni con le squadre di management sono difficilmente replicabili e risultano estremamente valide per costruire performance sostenibili nel lungo periodo. Un gestore con una maggiore profondità di risorse ed esperienza potrà quindi avere un chiaro vantaggio competitivo.

La migliore performance del gestore, unita a rendimenti complessivi superiori, incrementa quindi il ritorno che gli investitori in small-cap possono realizzare nel lungo periodo.


Potrebbe interessarti anche

Quali opportunità di investimento scegliere?