Panorama – Investire nel 2021 La sfida del reddito

Alla ricerca di rendimento nei portafogli multi-asset

di | Nicole Goldberger, Head of Growth Portfolios, Investment Solutions, Lou Finney, Co-Head of Strategic Asset Allocation Modeling, Michele Gambera, Co-Head of Strategic Asset Allocation Modeling

Le banche centrali hanno spinto i tassi di interesse ai minimi storici nel tentativo di ridare slancio alla ripresa economica durante la pandemia. Ma gli investitori potranno soddisfare la loro ricerca di rendimento all’interno di portafogli multi-asset diversificati nel 2021?

Data la flessione dei rendimenti obbligazionari ormai in corso da diversi decenni nelle economie avanzate, gli investitori si trovano di fronte a un nuovo dilemma, ossia l’impossibilità di trovare rendimenti reali positivi e privi di rischi a livello ex ante. Dal momento che generare reddito resta una priorità per gli investitori, queste circostanze hanno determinato la necessità di ripensare le offerte di investimento per soddisfare tali mutate esigenze.

Oltre a questa sfida, i titoli di Stato potrebbero essere indotti a offrire gli stessi benefici di diversificazione degli ultimi due decenni, in cui hanno esibito una forte correlazione negativa con i mercati azionari. In questo modo, strutture di portafoglio semplici e tradizionali hanno potuto esibire una volatilità più contenuta che, a sua volta, aumenta il rendimento geometrico.

Con i tassi di interesse in pratica arrivati a questo limite inferiore, questo rapporto potrebbe diventare nel tempo meno solido e affidabile. Nel breve periodo, nel corso dei prossimi trimestri, ci aspettiamo che questa correlazione negativa del 2020 persista. Con la continua ripresa dell’economia, riteniamo che le quotazioni azionarie dovrebbero salire e i tassi di interesse dovrebbero progressivamente aumentare. Se invece dovesse verificarsi un altro shock, i tassi USA a 10 anni potrebbero scendere fino allo 0,2% e ci aspettiamo che soprattutto le obbligazioni statunitensi a lungo termine offrano un qualche tipo di copertura nelle fasi di sell-off.

Un’accelerazione sostenuta dell’inflazione, tale da spingere in territorio positivo la correlazione fra azioni e obbligazioni, rappresenta il rischio maggiore per i portafogli tradizionali che utilizzano le obbligazioni come copertura primaria nelle fasi ribassiste dei mercati azionari.

Un rischio più probabile per i portafogli è che il livello ridotto dei tassi di interesse statunitensi e la vicinanza al limite zero determinino una correlazione tra azioni e obbligazioni sempre più vicina allo zero, creando una situazione in cui questo asset “sicuro” non sarebbe più in grado di offrire un rendimento significativo né una diversificazione sufficiente.

Figura 1: Correlazione tra azioni e obbligazioni in termini di rendimenti complessivi nominali

Valori a 36 mesi rolling : S&P 500 con US SBBI Long Gov

Fonte: Morningstar Direct. Analisi di UBS Asset Management. Dati ad agosto 2020

Asset alternativi in grado di offrire diversificazione

L’attuale contesto di mercato evidenzia la necessità di adottare un approccio multi-asset più flessibile per cogliere opportunità di reddito superiore. Consigliamo pertanto di considerare anche soluzioni alternative di diversificazione durante la costruzione di portafogli multi-asset, soprattutto mercati privati nel caso sia possibile allentare le limitazioni di liquidità (e soddisfare i requisiti di investimento di questi fondi privati). Gli investimenti alternativi illiquidi – private equity, immobili, hedge fund e infrastrutture – non offrono solo i vantaggi della diversificazione, ma possono essere strutturati anche in modo da realizzare un reddito interessante, anche se variabile.

In linea di massima, gli investimenti alternativi hanno offerto rendimenti risk-adjusted interessanti e possono aiutare gli investitori a costruire portafogli migliori. In un orizzonte di lungo periodo, il private equity offre tassi interni mediani di rendimento superiori a quelli delle azioni quotate; gli immobili non soggetti a leva finanziaria sono una via di mezzo tra le azioni e le obbligazioni; i mercati dei titoli di debito privati hanno TIR lievemente superiori ai rendimenti dell’high yield1. Anche se gli investimenti alternativi non sono immuni alle pressioni di un mondo caratterizzato da rendimenti ridotti, ci aspettiamo che continuino a offrire anche in futuro un premio di rendimento rispetto ad altri asset rischiosi.

Con la continua ripresa dell’economia, riteniamo che le quotazioni azionarie dovrebbero salire e i tassi di interesse dovrebbero progressivamente aumentare.

Figura 2: Dry powder (capitale non richiamato ma impegnato) in mld di USD

Fonte: Preqin. Dati per il 2020 fino a settembre.

Maggiori capitali nel private equity

Ad oggi sono già notevoli gli afflussi di capitale verso il private equity, che copre un gran numero di mercati di nicchia e strategie, tendenzialmente ripartite in tre categorie: strategie orientate alla crescita/al rendimento, strategie basate su titoli di debito e strategie basate su risorse naturali. Piani pensionistici statali, fondi di dotazione e fondi sovrani stanno progressivamente incrementando le proprie allocazioni agli investimenti alternativi. Oggi il dry powder complessivo, ossia l’ammontare del capitale non richiamato ma impegnato, ha superato i 2.500 miliardi di dollari, in aumento di oltre 1.000 miliardi di dollari negli ultimi quattro anni.

Storicamente gli investimenti immobiliari sono sempre stati una fonte di rendimenti stabili nel tempo, agendo al contempo da strumento di riduzione del rischio nei portafogli, data la loro ridotta volatilità e bassa correlazione con le asset class tradizionali. Di conseguenza, ci aspettiamo rendimenti costanti intorno al 5% per gli immobili non soggetti a leva finanziaria, con la maggior parte del rendimento proveniente dal reddito e un apprezzamento modesto del capitale. Un altro vantaggio degli investimenti immobiliari è che possono fungere da strumento di copertura dall’inflazione. Se l’inflazione dovesse salire e attestarsi in maniera costante sopra il 2%, ci aspettiamo performance migliori dagli investimenti immobiliari rispetto ad altre asset class.

Infrastrutture private – reddito

Oltre a offrire una fonte di reddito stabile, le infrastrutture private sono apprezzate anche per le loro basse correlazioni storiche con i mercati tradizionali. Come il private equity, le infrastrutture rappresentano una strategia di investimento del flusso di cassa, ma ci sono differenze sostanziali nella tipologia di investimento, nel periodo di payout e nella performance attesa per cui risultano diverse dal private equity “tradizionale”. Inoltre, le infrastrutture si differenziano a livello di fondamentali, nel senso che si tratta sempre di progetti fisici e ad alta intensità di capitale, non si tratta di software o servizi. Necessitano di esborsi iniziali importanti in termini di capitale, hanno payout più lunghi ma più stabili e prevedono la partecipazione dello Stato a causa della natura pubblica dell’investimento. In un certo senso, si tratta di un investimento di private equity a “beta ridotto”.

Figura 3: Rischio e rendimento: trend storici e prospettive2

Asset quotati

Asset quotati

Performance storica a 10 anni (%)

Performance storica a 10 anni (%)

Performance attesa a 5 anni secondo UBS (%)3

Performance attesa a 5 anni secondo UBS (%)3

Asset quotati

Azioni globali – senza copertura

Performance storica a 10 anni (%)

8,5

Performance attesa a 5 anni secondo UBS (%)3

7,2

Asset quotati

Reddito fisso IG aggregato globale – con copertura

Performance storica a 10 anni (%)

3,9

Performance attesa a 5 anni secondo UBS (%)3

0,2

Asset quotati

Liquidità USA

Performance storica a 10 anni (%)

0,6 

Performance attesa a 5 anni secondo UBS (%)3

0,3

Investimenti alternativi

Investimenti alternativi

 

 

Performance storica a 10 anni (%)

Performance storica a 10 anni (%)

Performance attesa a 5 anni secondo UBS (%)3

Performance attesa a 5 anni secondo UBS (%)3

Investimenti alternativi

Private Equity

 

Private Equity USA

Performance storica a 10 anni (%)

12,2

Performance attesa a 5 anni secondo UBS (%)3

8,2

Private Equity Globale

9,5

Investimenti alternativi

Real estate globale

 

Immobili non soggetti a leva finanziaria

Performance storica a 10 anni (%)

9,7

Performance attesa a 5 anni secondo UBS (%)3

5,8

Fondi core

10,8

6,2

Fondi a valore aggiunto/opportunistici

14,1

6,7

Investimenti alternativi

Hedge Funds

 

Bassa volatilità

Performance storica a 10 anni (%)

3,6

Performance attesa a 5 anni secondo UBS (%)3

4,0

Alta volatilità

4,7

Investimenti alternativi

Infrastrutture

 

Infrastrutture globali

Performance storica a 10 anni (%)

10,3

Performance attesa a 5 anni secondo UBS (%)3

6,2


Data la domanda di investimenti infrastrutturali privati una volta che ci saremo lasciati alle spalle il COVID-19, riteniamo che quest’area rimarrà con tutta probabilità resiliente e interessante per gli investitori in futuro.

Dopo i torridi anni Novanta e Duemila, i rendimenti degli hedge fund sono scesi intorno al 5% negli anni Dieci del XXI secolo. Per il futuro ci aspettiamo rendimenti altrettanto modesti, ma la loro attrattiva come strumento di diversificazione e fonte di rendimenti asimmetrici non dovrebbe essere a rischio. Storicamente, i portafogli di hedge fund ben strutturati hanno sempre offerto una ridotta esposizione in termini di beta ai mercati azionari e obbligazionari e, di conseguenza, meritano di essere considerati come investimenti per i propri portafogli.

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