Bond Bites Gli investitori obbligazionari possono agire efficacemente contro il climate change

Gli investitori obbligazionari allarmati per il climate change devono considerare le sfide passate e guardare avanti. Per Jonathan Gregory, Head of Fixed Income UK, le soluzioni per il clima sono a portata di mano.

19 mag 2020

Gli investitori obbligazionari possono agire efficacemente contro il cambiamento climatico? Yes we can

Se pensiamo all’immensa sfida rappresentata dal cambiamento climatico, all’enorme sforzo necessario per evitare il disastro e alla relativa sensazione di impotenza, esiste ancora qualche motivo di ottimismo? Sì, esiste.

Immaginate di viaggiare nel tempo fino a Londra, in una tipica giornata invernale tra il 1800 e il 1960 circa, e rimarrete sbalorditi dalla fitta nebbia in cui vi troverete avvolti. Lo spesso smog era talmente tipico della vita londinese di allora che ancora oggi, nel nostro immaginario, nessun mistero di Sherlock Holmes o romanzo di Charles Dickens potrebbe esistere senza.

A seconda del vostro umore, la coltre fumosa vi darà probabilmente l’idea di una Londra primordiale, misteriosa o addirittura romantica. Ma in realtà solo un aggettivo la può descrivere: letale. Dimenticate le immagini di una Londra avvolta nell’aura di grandeur e di mistero. Quella “nebbia” altro non è che un denso miasma, untuoso e tossico, di anidride carbonica, acidi vari, gasolio, fuliggine di carbone e composti di fluoro.

Incredibilmente, l’odore nauseabondo e lo smog tossico continuarono a caratterizzare Londra dall’inizio della rivoluzione industriale fino a metà del ventesimo secolo. Ma il punto di non ritorno arrivò con il “Grande smog” del dicembre 1952: in quattro giorni, le temperature estremamente rigide, associate ai consueti livelli terrificanti di inquinamento, portarono al disastro.

Quando sopraggiunse la nebbia, Londra rimase bloccata; per le automobili la visibilità non andava oltre un paio di metri, in alcune zone della città i pedoni non riuscivano a vedersi nemmeno i piedi, le scuole e le attività commerciali furono chiuse e gli ospedali presi d’assalto. Ma l’aspetto ancora più tragico è che lo smog si trasformò in un veleno letale: tra quattro e dodicimila persone morirono a causa dei suoi effetti.

Una lezione per il futuro?

Ma c’è un messaggio di speranza per il mondo di oggi: la terribile realtà della crisi scatenò un’azione aggressiva e la soluzione, raggiunta a vari livelli, coinvolse tutti: governi, consumatori e imprese. Il divieto di usare alcuni carburanti, il cambiamento delle abitudini dei consumatori (il carbone rappresentava la principale fonte di energia per molte abitazioni), gli investimenti in nuove tecnologie, compreso il riscaldamento elettrico e le caldaie a gas, e l’introduzione di nuove norme (il Clean Air Act del 1956 che rese esecutivi alcuni di questi provvedimenti).

Altri due aspetti sono rilevanti per noi oggi: nel bel mezzo della crisi del “Grande smog”, alcuni dei più alti funzionari di governo dubitavano che fosse necessario un cambiamento, arrivando addirittura a sostenere che lo smog rappresentasse il prezzo del progresso. Fortunatamente, per i londinesi di oggi, il buon senso prevalse sul cinismo. Secondo, ci volle tempo per vedere i risultati positivi. Un’ondata di smog letale costò la vita a centinaia di persone nel 1962. Ma il peggio era passato.

Questo non per sminuire la sfida che stiamo affrontando adesso, tutt’altro: è una sfida enorme. Ancora oggi, Londra e molte altre città in tutto il mondo sopportano livelli inaccettabili di inquinamento, nonostante il temporaneo miglioramento dovuto al lockdown per il COVID-19. La portata delle problematiche legate al cambiamento climatico continua a spaventare.

Tuttavia dobbiamo essere ottimisti, perché inizia a profilarsi la strada verso un intervento reale, non lontano dalle linee che abbiamo seguito finora: consapevolezza, cambiamento dei comportamenti, politiche di engagement, investimenti e tecnologia saranno il nostro lasciapassare per un mondo migliore.

Investitori e asset manager hanno ovviamente un ruolo cruciale da svolgere; UBS-AM ha appena pubblicato un libro bianco con le nostre idee per mobilizzare il capitale in modo da contribuire al raggiungimento degli obiettivi legati al cambiamento climatico.

Nel reddito fisso abbiamo già una serie di approcci climate-aware che possono aiutare gli investitori nelle loro decisioni di asset allocation, quando pensano a realizzare un investimento sostenibile e a come allineare le decisioni di investimento ai propri valori.

Ci impegniamo a proiettare la sostenibilità oltre i ristretti confini di un’attività di investimento di nicchia. Un processo di investimento e una valutazione del credito imperniati sui criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) portano a prendere decisioni più informate e a generare migliori rendimenti corretti per il rischio in tutte le strategie. In UBS-AM l’engagement attivo con le società è uno strumento importante per integrare al meglio gli aspetti relativi al cambiamento climatico nel processo di investimento.

Ovviamente, questo non è il punto di arrivo; la nostra offerta sostenibile sarà continuamente aggiornata e ampliata man mano che aumenterà l’impegno sociale per adottare soluzioni efficaci contro il cambiamento climatico. Le sfide sono ancora enormi e il successo non è affatto garantito, sembra anzi l’esito meno probabile in questo momento: solo un illuso potrebbe pensare che il percorso della storia umana garantisca la possibilità di evitare l’apocalisse del cambiamento climatico. Ma adesso, il bene più prezioso che abbiamo è semplicemente l’ottimismo, insieme alla determinazione e all’impegno ad agire subito.

UBS Asset Management Italia

Disclaimer

Si prega di leggere i termini e le condizioni riportate di seguito, e confermare di averle lette, comprese e accettate cliccando sul bottone in basso.


Potrebbe interessarti anche

Come investire nel mercato obbligazionario?