UBS Year Ahead 2021

Scopri le nostre previsioni di mercato per il 2021 e il prossimo decennio.


 

Le diamo il benvenuto al nostro Year Ahead 2021

In un «anno di rinnovamento» il mondo tornerà progressivamente alla normalità, malgrado la continua incertezza, mentre corre veloce verso un futuro trasformato.

Se il 2020 è stato l’anno della resilienza, delle aziende di grandi dimensioni e degli Stati Uniti, nel 2021 converrà invece puntare su titoli ciclici, piccole imprese e listini globali, a fronte della ripartenza dei settori e mercati più penalizzati dai lockdown.

Al contempo, mentre l’economia accelera verso il futuro gli investitori orientati al lungo periodo dovranno assumere un’esposizione alle società dirompenti che rendono il mondo più digitale e sostenibile, in particolare nelle aree greentech, fintech e healthtech e nelle aziende che beneficiano del lancio del 5G.

Ci auguriamo che il nostro Year Ahead 2021 offra una prospettiva più chiara sui grandi cambiamenti in corso e sulle loro conseguenze per gli investimenti. Saremo lieti di lavorare con lei per aiutarla a costruire un portafoglio a prova di futuro.

Le nostre previsioni e idee d’investimento

Ripresa

La nostra previsione

Ci aspettiamo che la distribuzione di un vaccino su vasta scala nel primo semestre del 2021 consentirà all’economia mondiale e agli utili aziendali di tornare entro fine anno sui massimi pre-pandemia.

Idee d’investimento

  • Diversificare in vista della prossima fase puntando sulle azioni globali, sui titoli ciclici con potenziale di recupero e sui vincitori a lungo termine.
  • Ribilanciare i portafogli riducendo l’esposizione alle large cap americane e ai beni di consumo primari globali.

Tassi d’interesse

La nostra previsione

Ci aspettiamo che l’inflazione non rappresenti una minaccia nel 2021 e che i tassi d’interesse rimangano bassi nel prossimo futuro.

Idee d’investimento

  • Andare a caccia di rendimenti su obbligazioni crossover scelte, titoli di Stato dei mercati emergenti in USD e high yield asiatico. Tra le fonti di reddito alternative figurano la vendita di volatilità e l’uso della leva.
  • Diversificare rispetto agli strumenti a basso rendimento come liquidità e obbligazioni.

Stati Uniti

La nostra previsione

Il cambio di leadership politica dovrebbe portare con sé nuovi stimoli fiscali e una maggiore prevedibilità delle politiche di governo, modificando di conseguenza gli equilibri di mercato.

Idee d’investimento

  • Puntare sulle mid cap e sui titoli industriali statunitensi, che dovrebbero registrare una crescita degli utili superiore rispetto alle large cap americane.
  • Prepararsi a un indebolimento del dollaro assumendo un’esposizione diversificata alle valute del G10.

Investimenti a lungo termine

La nostra previsione

previsioneNel prossimo futuro le asset class principali dovrebbero generare rendimenti inferiori a quelli degli ultimi anni. Ma le prospettive delle azioni e di altri asset reali appaiono più favorevoli rispetto a quelle dei titoli di Stato e della liquidità.

Idee d’investimento

  • Investire nella prossima grande tendenza redistribuendo l’attuale esposizione tecnologica a favore di 5G, fintech, healthtech e greentech.
  • Diversificare nel private equity convertendo il 20% della quota azionaria del portafoglio in investimenti di private equity.

Capitolo 1

Un anno di rinnovamento

Il 2020 è stato all’insegna di un’interruzione senza precedenti dell’attività economica, dell’azione concertata delle autorità monetarie e fiscali e del voto a favore di un cambio di leadership negli Stati Uniti. Il 2021 segnerà l’inizio del ritorno alla normalità pre-pandemia mentre il mondo accelera verso il futuro del post-coronavirus.

Capitolo 2

Le domande principali

Ci aspettiamo che l’economia mondiale e gli utili aziendali riescano a tornare sui livelli pre-pandemia entro la fine del 2021, innescando una sovraperformance dei mercati e dei settori più sensibili all’andamento del ciclo. Tuttavia, data l’accelerazione dei cambiamenti in atto è importante mantenere anche un’esposizione alle aree di crescita strutturale.

Capitolo 3

Opinioni d’investimento

Ci aspettiamo un rialzo dei mercati azionari nel 2021. Inoltre, alcuni titoli che hanno sottoperformato nel 2020 potranno recuperare terreno in un anno di rinnovamento. Occorre assumere una visione globale, investire nei titoli con potenziale di recupero e puntare sui vincitori a lungo termine.

Capitolo 4

Il decennio della trasformazione

La pandemia mondiale di coronavirus ha dato impulso a molte tendenze che erano già in atto sin dal principio di questo decennio di trasformazione. A nostro avviso, il mondo dopo la crisi sarà più indebitato, più disuguale e più locale, ma anche più digitale e più sostenibile.

Capitolo 5

Idee d’investimento

Ci aspettiamo che nel prossimo decennio vengano premiati gli investimenti in aziende che usano la tecnologia per rivoluzionare altri settori. La prossima grande tendenza sorgerà a nostro avviso nei comparti fintech, healthtech o greentech, oppure sarà resa possibile e accelerata dal passaggio al 5G su scala globale.

Capitolo 6

Il 2020 in rassegna

Nel 2020 le decisioni prese dalle autorità in un ambito hanno avuto conseguenze senza precedenti anche negli altri. Le politiche sanitarie ed economiche sono diventate un tutt’uno, governi e banche centrali si sono mossi all’unisono, e uomini e macchine sono stati costretti a collaborare più che mai, mentre il distanziamento sociale ha allontanato le persone.

Un anno di rinnovamento

 

Il 2020 è stato all’insegna di un’interruzione senza precedenti dell’attività economica, dell’azione concertata delle autorità monetarie e fiscali e del voto a favore di un cambio di leadership negli Stati Uniti. Il 2021 segnerà l’inizio del ritorno alla normalità pre pandemia mentre il mondo accelera verso il futuro del post-coronavirus.

L’approvazione e la distribuzione di un vaccino entro il secondo trimestre, gli interventi di stimolo fiscale e la conferma di un Congresso statunitense diviso dovrebbero consentire agli utili aziendali di tornare sui livelli pre-pandemia nella maggiore parte delle regioni entro fine 2021. Ci aspettiamo anche una sovraperformance dei mercati e dei settori più sensibili all’andamento del ciclo, molti dei quali hanno sottoperformato nel 2020. I nostri segmenti preferiti sono le small e mid cap, alcuni titoli della finanza e dell’energia, e i comparti dell’industria e dei beni di consumo discrezionali.

I tassi d’interesse rimarranno bassi e la spesa pubblica elevata, poiché i governi cercheranno di mitigare le ricadute economiche delle restrizioni imposte per arginare la pandemia. In presenza di un rischio d’inflazione modesto, a breve termine è ancora possibile generare rendimenti reali positivi puntando sui titoli di Stato dei mercati emergenti denominati in dollari, sull’high yield asiatico e su alcune obbligazioni «crossover» con rating BBB e BB. A più lungo termine è consigliabile prepararsi a un aumento dei rischi d’inflazione e disinflazione in tutte le regioni, poiché la spesa pubblica potrebbe raggiungere livelli eccessivi o, al contrario, dimostrarsi insufficiente.

Il 2021 porterà con sé un cambio di leadership politica negli Stati Uniti, che a nostro avviso favorirà una rotazione settoriale sui mercati azionari. Gli stimoli fiscali e l’approccio più prevedibile alle relazioni internazionali daranno sostegno ai comparti ciclici, tra cui industriali e mid cap. Inoltre, l’aumento dei deficit dovrebbe penalizzare il dollaro.

Anziché frenarle, la pandemia di coronavirus ha impresso un’accelerazione alla maggior parte delle tendenze di lungo periodo già in atto. Ci aspettiamo una transizione verso un mondo più indebitato, più disuguale e più locale, che farà scendere le performance a lungo termine delle asset class tradizionali sotto i livelli medi storici. Ma gli investitori possono sfruttare l’opportunità di ottenere rendimenti superiori puntando su un futuro più digitale, attraverso 5G, fintech e healthtech, e più sostenibile, attraverso il greentech.

Analisi degli scenari

Previsioni d’investimento

Scenario positivo

Scenario negativo

Una strategia di copertura diversificata, che comprende oro, asset allocation dinamica, duration lunga e strutture basate su opzioni

Ripresa dalla pandemia

Scenario positivo

Un vaccino altamente efficace è disponibile su vasta scala entro l’1T21 nelle principali economie.

L’attività sociale si normalizza entro il 2T21

Il PIL dei Paesi sviluppati torna ai livelli pre-pandemia entro fine 2021.

Scenario di riferimento

Un vaccino altamente efficace è disponibile su vasta scala entro l’1T21 nelle principali economie.

Nel primo semestre si producono nuove ondate di COVID-19, ma le restrizioni a breve termine e il minore clima di paura permettono all’attività sociale di normalizzarsi di pari passo con l’introduzione di un vaccino entro il 3T21.

Il PIL dei Paesi sviluppati torna ai livelli pre-pandemia entro il 2022.

Scenario negativo

I vaccini vengono distribuiti più tardi del previsto o sono meno efficaci di quanto si pensasse.

La paura del COVID-19 resta alta e le restrizioni all’attività economica vengono ripristinate a singhiozzo per tutto il 2021, impedendo all’attività sociale di tornare alla normalità prima di fine 2021.

Il PIL dei Paesi sviluppati torna ai livelli pre-pandemia entro il 2023.

Politiche economiche

Scenario positivo

Le banche centrali mantengono un orientamento accomodante, anche se si avvicinano a una posizione più restrittiva verso fine anno.

Il calo dei tassi reali e del dollaro sostiene la crescita mondiale.

Scenario di riferimento

Le banche centrali mantengono un orientamento accomodante.

I tassi d’interesse rimangono bassi e stabili.

Scenario negativo

Il sostegno offerto alla politica monetaria viene potenziato per contrastare la crescita debole, ma potrebbe essere ritirato in presenza di un aumento inatteso dell’inflazione.

Inizialmente i tassi reali salgono, ma poi tornano a diminuire.

Sviluppi geopolitici

Scenario positivo

Il Congresso degli Stati Uniti riesce a raggiungere un accordo per un piano di aiuti fiscali più massiccio del previsto, vicino a 2000 miliardi di dollari.

L’amministrazione Biden inizia a ritirare i dazi applicati alle esportazioni cinesi, dando impulso alla crescita mondiale.

Scenario di riferimento

Il Congresso statunitense raggiunge un accordo per un pacchetto fiscale da 500–1000 miliardi di dollari e non aumenta le imposte.

Le relazioni tra Stati Uniti e Cina rimangono tese a lungo termine, ma la politica estera del Presidente eletto Joe Biden è più prevedibile di quella di Donald Trump.

Scenario negativo

Le continue cause giudiziarie contro il risultato delle elezioni americane o gli scontri tra partiti generano incertezza sulla politica fiscale.

Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina si riaccendono e la rivalità geostrategica che oppone le due superpotenze non viene smorzata dal nuovo governo statunitense.

Obiettivi per le asset class a giugno 2021

Obiettivi per le asset class a giugno 2021

Obiettivi per le asset class a giugno 2021

Scenario positivo

Scenario positivo

Scenario di riferimento

Scenario di riferimento

Scenario negativo

Scenario negativo

Obiettivi per le asset class a giugno 2021

S&P 500 (attuale: 3532)

Scenario positivo

4,000

Scenario di riferimento

3,800

Scenario negativo

2,900

Obiettivi per le asset class a giugno 2021

Euro Stoxx 50 (attuale: 3443)

Scenario positivo

3,900

Scenario di riferimento

3,600

Scenario negativo

2,800

Obiettivi per le asset class a giugno 2021

 MSCI EM (attuale: 1192)

Scenario positivo

1,390

Scenario di riferimento

1,280

Scenario negativo

900

Obiettivi per le asset class a giugno 2021

SMI (attuale: 10 361)

Scenario positivo

11,500

Scenario di riferimento

11,000

Scenario negativo

8,800

Obiettivi per le asset class a giugno 2021

Spread IG in USD (attuale: 82 pb)

Scenario positivo

60bps

Scenario di riferimento

80bps

Scenario negativo

200bps

Obiettivi per le asset class a giugno 2021

Spread HY in USD (attuale: 422 pb)

Scenario positivo

350bps

Scenario di riferimento

400bps

Scenario negativo

700bps

Obiettivi per le asset class a giugno 2021

Spread EMBIG (attuale: 375 pb)

Scenario positivo

280bps

Scenario di riferimento

340bps

Scenario negativo

550bps

Obiettivi per le asset class a giugno 2021

EURUSD (attuale: 1.18)

Scenario positivo

1.25

Scenario di riferimento

1.22

Scenario negativo

1.12

Obiettivi per le asset class a giugno 2021

Oro (attuale: USD 1875/oncia)

Scenario positivo

USD 1600–1700/oncia

Scenario di riferimento

USD 1950/oncia

Scenario negativo

 USD 2200–2300/oncia

Le domande principali

 

Domanda 1

Quanto ci metterà il mondo a riprendersi?

Ci aspettiamo che l’economia mondiale e gli utili aziendali riescano a tornare sui livelli pre-pandemia entro la fine del 2021, innescando una sovraperformance dei mercati e dei settori più sensibili all’andamento del ciclo. Tuttavia, data l’accelerazione dei cambiamenti in atto è importante mantenere anche un’esposizione alle aree di crescita strutturale.

Il 2020 passerà alla storia come uno degli anni peggiori del secondo dopoguerra. La Cina sarà probabilmente l’unica tra le grandi economie a registrare una crescita di segno positivo, mentre il PIL degli Stati Uniti va incontro a una contrazione di circa il 4%, che sale al 5–6% per il complesso dei Paesi avanzati e per i mercati emergenti (Cina esclusa).

Il 48% degli investitori è molto o abbastanza ottimista sulle prospettive della crescita mondiale nei prossimi 12 mesi e questa percentuale sale al 66% in un orizzonte di 5 anni.

Fonte: sondaggio UBS sul clima d’investimento 3T20

Tuttavia, crediamo che il 2021 sarà un anno di rinnovamento. L’attività economica in Cina è già pressoché tornata alla normalità. E, alla luce dei primi dati incoraggianti che giungono dagli studi sull’efficacia clinica, continuiamo a credere che un vaccino sarà disponibile su vasta scala entro il secondo trimestre del 2021 e aiuterà a portare l’Europa e gli Stati Uniti sulla strada di una ripresa duratura.

Se le nostre previsioni si riveleranno corrette, gli utili aziendali registreranno probabilmente un forte rimbalzo. Nel 2021 i profitti delle imprese nei mercati sviluppati saranno sostanzialmente in linea con i livelli del 2019. Trainati dalla robusta crescita dell’Asia, gli utili dei mercati emergenti saranno più alti di circa il 15% rispetto a quelli del 2019.

Nel 2021 gli utili complessivi dovrebbero tornare ai livelli pre-crisi

Stime di utile del CIO, ribasate a 100 nel 2019

Utili, ribasati

Utili, ribasati

2019

2019

2020

2020

2021

2021

2022

2022

Performance dei  corsi azionari  da inizio anno

Performance dei  corsi azionari  da inizio anno

Utili, ribasati

Stati Uniti

2019

100

2020

84.5

2021

103.3

2022

120.5

Performance dei  corsi azionari  da inizio anno

9.7%

Utili, ribasati

Asia (escl. Giappone)

2019

100

2020

98.7

2021

118.3

2022

137.3

Performance dei  corsi azionari  da inizio anno

9.9%

Utili, ribasati

Eurozona

2019

100

2020

58.4

2021

85.7

2022

102.1

Performance dei  corsi azionari  da inizio anno

-6.8%

Utili, ribasati

Regno Unito

2019

100

2020

55.0

2021

75.9

2022

89.9

Performance dei  corsi azionari  da inizio anno

-16.5%

Utili, ribasati

Svizzera

2019

100

2020

91.0

2021

101.9

2022

112.5

Performance dei  corsi azionari  da inizio anno

-2.4%

Utili, ribasati

Mercati emergenti

2019

100

2020

93.4

2021

114.5

2022

132.7

Performance dei  corsi azionari  da inizio anno

5.9%

Utili, ribasati

Mercati sviluppati

2019

100

2020

83.2

2021

103.8

2022

119.8

Performance dei  corsi azionari  da inizio anno

6.3%

Utili, ribasati

Globali

2019

100

2020

84.4

2021

105.2

2022

121.9

Performance dei  corsi azionari  da inizio anno

6.3%

L’accelerazione dell’economia e dei profitti aziendali favorirà anche una sovraperformance delle società e dei mercati ciclici che nel 2020 sono stati più penalizzati. In particolare, vediamo opportunità tra le small e mid cap, alcuni titoli ciclici selezionati (soprattutto nei settori industriali e dei beni di consumo discrezionali) e i mercati al di fuori degli Stati Uniti.

Cosa sarà cambiato dopo la ripresa?

Con la pandemia il mondo in cui viviamo è diventato più digitale e locale, e non tutte le persone e le imprese sapranno adattarsi alla nuova realtà. A breve termine consigliamo quindi di investire nelle società esposte a una ripresa ciclica, ma riteniamo necessario puntare anche sulle aziende dirompenti che traineranno la trasformazione tecnologica nei prossimi dieci anni, in particolare nei segmenti 5G, fintech, healthtech e greentech. Per saperne di più su come la pandemia ha cambiato il mondo, per scoprire le nostre idee principali per i prossimi dieci anni.

Idee d’investimento collegate

Domanda 2

Che direzione prenderanno le politiche economiche?

Nel 2021 i tassi d’interesse dovrebbero rimanere bassi e la spesa pubblica alta. Questi due fattori favoriranno le azioni e i titoli di credito e contribuiranno al deprezzamento del dollaro.

Gli eventi del 2020 hanno spinto le autorità monetarie e fiscali ad agire in concerto: per finanziare le misure di sostegno sociale, i governi hanno portato il deficit complessivo a oltre l’11% del PIL globale, mentre le prime cinque banche centrali del mondo hanno immesso moneta per un totale di 5000 miliardi di dollari.

Ci aspettiamo che nel 2021 i governi continuino a fornire aiuti all’economia finché l’arrivo di un vaccino non consentirà di tornare alla normalità, mentre le banche centrali manterranno i tassi bassi per sostenere la crescita e l’inflazione.

Le banche centrali hanno stampato 5000 miliardi di dollari nel 2020

Bilanci delle banche centrali su base aggregata: Fed, BoJ, BoE, BCE, BNS

Fonte: Fed, BoJ, BoE, BCE, BNS, UBS, dati al 20 ottobre 2020

Ma gli sviluppi a più lungo termine sono più incerti.

Esiste la possibilità che i governi si spaventino davanti al rischio di un aumento del debito e dell’inflazione e procedano a ritirare i programmi di spesa pubblica troppo presto o in modo troppo brusco. Poiché la politica monetaria da sola non basterebbe a sostenere la ripresa economica, questa eventualità potrebbe innescare un periodo prolungato di disinflazione e crescita anemica.

Solo il 38% degli investitori intervistati si preoccupa
per l’impatto dell’inflazione sul conseguimento dei propri obiettivi finanziari.

Fonte: sondaggio UBS sul clima d’investimento 3T20

È invece più probabile che i governi non vogliano attuare politiche di austerity, dopo aver ampliato i deficit in misura sostanziale senza che si producesse un incremento dell’inflazione o dei costi di finanziamento. In questo scenario, i disavanzi rimarranno elevati e la politica monetaria resterà espansiva anche in presenza di un moderato incremento dell’inflazione.

A nostro avviso questi due scenari non dovrebbero verificarsi nel 2021, ma è possibile che gli investitori comincino a scontarli a più lungo termine, con un impatto sulle quotazioni di borsa. Per prepararsi a una prospettiva di aumento dell’inflazione e tassi reali negativi, consigliamo di assumere un’esposizione ai temi di crescita strutturale a lungo termine sui mercati quotati su quelli privati. er prepararsi a uno scenario di disinflazione e tassi bassi o negativi, raccomandiamo di bloccare i rendimenti disponibili.

Il rapporto debito pubblico/PIL è salito di 20 pp nel 2020

Rapporto mediano debito pubblico/PIL per le economie avanzate, in %

Fonte: FMI, UBS, dati al 21 ottobre 2020

Idee d’investimento collegate

Domanda 3

Cosa succederà negli Stati Uniti?

Gli stimoli fiscali e la disponibilità di un vaccino dovrebbero trainare la ripresa economica, con una sovraperformance delle mid cap e di alcuni settori ciclici rispetto alle large cap, mentre il dollaro va incontro a un deprezzamento.

Nel momento in cui scriviamo il risultato delle elezioni statunitensi sembra aver prodotto un governo diviso, con il Presidente e la Camera dei Rappresentanti in mano ai democratici e il Senato a maggioranza repubblicana. In questo scenario il prossimo pacchetto di aiuti all’economia dovrebbero essere più modesto del previsto, ma comunque consistente. La contrapposizione tra i due partiti principali al Congresso potrebbe avere anche effetti positivi. La maggioranza repubblicana al Senato impedirà probabilmente che nei prossimi anni vengano approvati forti aumenti delle imposte sulle imprese o i contribuenti, ma anche che vengano varate nuove norme aggressive volte a regolamentare le aziende della sanità o i produttori di combustibili fossili. Più in generale, questa situazione riduce la probabilità di drastici cambiamenti alle politiche di governo in grado di scatenare la volatilità dei mercati.

Individuiamo tre conseguenze principali.

Più del 50% degli investitori intende apportare modifiche al proprio portafoglio alla luce del risultato delle elezioni americane.

Fonte: UBS Investor Watch Pulse, dati al 29 ottobre 2020

1. Le mid cap risulteranno favorite

Ci aspettiamo che il nuovo governo riesca ad attuare un altro pacchetto di aiuti contro la crisi del coronavirus da circa 500–1000 miliardi di dollari, ovvero il 2,5–5% del PIL. Le nuove misure avrebbero un impatto positivo sulla spesa al consumo e sulla fiducia delle imprese e favorirebbero una rotazione delle posizioni dalle large cap alle mid cap. Nel 2021 gli utili delle società a media capitalizzazione, che sono più esposti alla ripresa economica, dovrebbero crescere a un ritmo all’incirca doppio rispetto a quelli delle grandi aziende.

2. L’aumento del deficit penalizzerà il dollaro.

L’espansione della spesa pubblica sarà finanziata tramite disavanzo e non con il gettito fiscale. A breve termine la spesa può essere finanziata in larga misura dai risparmi dei cittadini, ma l’avvio della ripresa nel 2021 favorirà un incremento degli investimenti aziendali, che farà ampliare il deficit delle partite correnti. Il dollaro dovrà quindi deprezzarsi per attrarre capitali esteri.

3. I rapporti con la Cina diventeranno più prevedibili.

A nostro avviso il governo Biden modificherà l’approccio degli Stati Uniti alle relazioni internazionali, con un impatto particolarmente positivo sull’Europa. La rivalità geostrategica che oppone Stati Uniti e Cina non verrà meno, ma la nuova amministrazione non dovrebbe usare i dazi come strumento di politica estera. Il calo delle tensioni commerciali sosterrà la ripresa economica, rafforzando la nostra preferenza per i titoli ciclici come gli industriali.

I settori ciclici dovrebbero registrare una crescita degli utili superiore rispetto a quelli difensivi e alla tecnologia

Previsioni di consenso sulla crescita degli utili per azione nel 2021, in % 

Fonte: FactSet, UBS, dati al 12 ottobre 2020

Quali sono le prospettive del settore tecnologico statunitense?

Dopo aver guadagnato oltre il 50% nel 2020, le prime cinque aziende tecnologiche americane da sole rappresentano oggi circa un ottavo dell’indice azionario MSCI AC World, più di Cina, Regno Unito e Svizzera messi insieme. Il settore hi-tech dovrebbe continuare a beneficiare della robusta crescita strutturale di aree come la pubblicità digitale, l’e-commerce, il cloud computing e il lancio del 5G.

Tuttavia, le valutazioni sono salite e riteniamo che altri segmenti del mercato possano registrare una crescita degli utili più robusta nel 2021, riprendendosi da livelli depressi. Dovremo anche monitorare eventuali indagini antitrust, anche se un governo diviso riduce la probabilità che vengano inasprite le norme esistenti, mentre eventuali cause giudiziarie durerebbero diversi anni.

Come impostare l’esposizione geografica?

Il mercato azionario americano rappresenta oggi il 58% dell’indice azionario MSCI AC World, dal 51% di 5 anni fa. Anche se il listino statunitense ha battuto le azioni globali in 10 degli ultimi 11 anni, nessuna sovraperformance dura in eterno.

Un altro fattore importante per gli investitori degli Stati Uniti è la tendenza a prediligere il mercato nazionale. Un andamento negativo della borsa americana è spesso accompagnato da altre difficoltà finanziarie, come un aumento della disoccupazione, una minore crescita delle retribuzioni o un apprezzamento più modesto degli immobili residenziali. La quota azionaria del portafoglio deve tenere conto di questi altri beni e degli impegni futuri. Gli investimenti su scala globale permettono di diversificare i portafogli e proteggono dai rischi insiti in tali correlazioni.

Ci aspettiamo che il mercato azionario degli Stati Uniti cominci a sottoperformare rispetto agli altri listini nel corso del 2021, come illustrato a pagina 24, e anche a lungo termine, come spiegato a pagina 37. In generale non raccomandiamo di investire sui listini statunitensi più del 58% della quota azionaria del portafoglio di strumenti quotati e consigliamo di investire in altre regioni una quota maggiore del portafoglio di private equity.

Idee d’investimento collegate

(Updated version in English here

(Updated version in English here)

Opinioni d’investimento

 
 

Year Ahead 2021

Diversificare in vista della prossima fase

Ci aspettiamo un rialzo dei mercati azionari nel 2021. Inoltre, alcuni titoli che hanno sottoperformato nel 2020 potranno recuperare terreno in un anno di rinnovamento. Occorre assumere una visione globale, investire nei titoli con potenziale di recupero e puntare sui vincitori a lungo termine.

Year Ahead 2021

Andare a caccia di rendimenti

Ci aspettiamo che i tassi d’interesse sulla liquidità e i rendimenti obbligazionari si mantengano su livelli molto bassi nel prossimo futuro.

Year Ahead 2021

Prepararsi a un calo del dollaro

Ci aspettiamo un deprezzamento del dollaro nel 2021 nel contesto della ripresa dell’economia mondiale e del calo del differenziale di tasso d’interesse.

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Il decennio della trasformazione

 

 
 

La pandemia mondiale di coronavirus ha dato impulso a molte tendenze che erano già in atto sin dal principio di questo decennio di trasformazione. A nostro avviso, il mondo dopo la crisi sarà più indebitato, più disuguale e più locale, ma anche più digitale e più sostenibile.

Secondo le nostre proiezioni, a fine 2021 i rapporti debito/PIL delle economie avanzate supereranno di oltre 20 pp i livelli di fine 2019. E, alla luce dell’invecchiamento della popolazione, dello scarso favore sociale nei confronti dell’austerità di bilancio e dei bassi costi di servizio del debito, la spesa pubblica dovrebbe rimanere elevata su base storica. Nel breve periodo l’alto livello dei risparmi dovrebbe consentire di finanziare il debito in modo relativamente agevole. A medio termine, però, il finanziamento del debito richiederà una combinazione di aumento delle tasse, regolamentazione volta a favorire l’acquisto di titoli di Stato da parte degli investitori istituzionali o un moderato incremento dell’inflazione , tutti fattori che dimostrano l’importanza di detenere asset «reali» come le azioni.

I livelli di debito aumenteranno nel post-coronavirus

Debito federale statunitense in circolazione sul mercato, 2000–2050, in % al PIL

Fonte: Uf˜cio di bilancio del Congresso degli Stati Uniti, UBS, dati al 30 settembre 2020

La pandemia ha avuto un impatto negativo sull’occupazione per i lavoratori meno qualificati, mentre la natura stessa del lavoro d’ufficio, che in larga misura può essere svolto da casa, e la buona performance dei mercati finanziari hanno favorito le persone ad alto reddito e ad alto patrimonio. In futuro, le rivoluzioni tecnologiche potrebbero far ampliare ulteriormente il divario tra ricchi e poveri. Resta da vedere se la tolleranza della disuguaglianza economica raggiungerà i suoi limiti politici nei prossimi anni, ma ci aspettiamo che il tema della redistribuzione della ricchezza faccia sempre più parte dei programmi elettorali. Poiché la politica economica può quindi registrare notevoli variazioni tra le varie regioni, diventa particolarmente importante diversificare i portafogli su scala globale.

I lavoratori meglio retribuiti hanno più probabilità di poter lavorare da casa

% degli intervistati negli Stati Uniti che hanno lavorato in smart working o sono rimasti a casa senza poter lavorare

Fonte: campione di 8572 adulti selezionati casualmente dalla base GALLUP, intervistati per telefono dal 16 al 22 marzo 2020

Le considerazioni politiche in un contesto sempre più multipolare, i problemi di sicurezza messi in luce dalla pandemia, le preferenze di consumo orientate alla sostenibilità e le nuove tecnologie che consentono di localizzare la produzione contribuiscono a rendere il mondo più locale. Non è chiaro quale sarà l’impatto complessivo di questa tendenza sulla crescita e l’inflazione. Tuttavia, questi fattori dovrebbero favorire le società esposte ad automazione e robotica, le imprese che applicano già i criteri della sostenibilità alle loro catene logistiche e le aziende della regione ASEAN e dell’India, che verrebbero trainate da una diversificazione delle filiere produttive al di fuori della Cina.

La pandemia ha spinto le aziende a parlare di localizzazione

Numero di menzioni di parole chiave collegate alla diversificazione delle filiere produttive nelle trascrizioni

Fonte: UBS Evidence Lab, dati al 12 ottobre 2020

La pandemia di coronavirus ha accelerato l’adozione del digitale e ha sconvolto norme e consuetudini. Questi sviluppi potrebbero trasformare vari settori e, insieme al crescente impatto della quarta rivoluzione industriale, potrebbero dare impulso alla produttività a medio termine. La crisi potrebbe anche sopprimere i tassi d’interesse reali, poiché l’utilizzo più efficiente dello stock di capitale e il passaggio dai beni materiali a quelli immateriali riducono la domanda di capitali d’investimento. D’altro canto, un modo più digitale mieterà parecchie vittime. Secondo noi i settori più a rischio nei prossimi dieci anni sono la distribuzione al dettaglio fisica e l’energia tradizionale.

Il 68% degli imprenditori si aspetta che la digitalizzazione abbia un impatto positivo sulla loro attività. Il 61% ritiene che la sostenibilità avrà un effetto favorevole.

Fonte: sondaggio UBS sul clima d’investimento 3T20

La domanda di combustibili fossili continua ad aumentare, ma nel 2020 la UE e il Giappone si sono impegnati ad azzerare le emissioni su base netta entro il 2050 e la Cina entro il 2060. L’inasprimento delle normative ambientali può comportare un aumento dei costi per alcune aziende. Ma le società pronte ad affrontare questa transizione, come quelle che forniscono soluzioni greentech, sono destinate a beneficiare di un mondo più sostenibile.

L’obiettivo della EU è azzerare le emissioni inquinanti nette entro il 2050 

Source: BP Statistical Review of World Energy, UBS, as of October 2020

Investing in the Decade Ahead

In the next decade, investors will likely need to take on more risk to achieve the same returns as in the past decade. Cash and the safest bonds are likely to deliver negative real returns for the foreseeable future, while credit and equity still offer attractive risk premiums, in our view. We also see private market and sustainable assets as valuable in a portfolio context.

Asset class forecast

High government debt levels, societal calls for higher government spending, and reduced demand for capital in a digital world mean real interest rates are likely to remain at very low levels for the foreseeable future, in our view. Moreover, the move to average inflation targeting frameworks indicates that central banks will tolerate moderately higher levels of inflation. As a result, we think cash and high quality bonds will deliver a negative real return over the long term. We expect returns over the coming business cycle to average less than 1% for US Treasuries, which would likely lead to negative returns after inflation. Such low potential returns, as well as the reduced ability of high quality bonds to provide meaningful positive returns during equity drawdowns, suggest that investors should instead look to credit and alternative assets.

Total returns in credit are likely to be lower than in the previous decade. But, given that many central banks have added credit to their purchase lists, and in light of the very low yields in government bonds, we think credit should continue to play an important role in portfolios. We anticipate default rates and spreads both will decline below past averages as a result of low yields globally. We expect annual returns of less than 4% for USD high yield credit and about 5% for emerging market sovereign bonds in USD. We expect US investment grade credit to return around 1.5%.

The anticipated bounceback from the coronavirus crisis notwithstanding, we expect muted long-term economic growth in developed markets due to aging populations and high debt levels. Corporate net margins also face pressure from potentially higher taxation and minimum wages, political and security considerations, and tighter environmental regulations. That said, we think multiples should be well supported due to low interest rates, and we note risk premiums are higher than historical norms. The increased use of technology and changes to established working practices driven by the pandemic could also lead to higher worker productivity.

Overall, we expect nominal returns to average a little under 6% in the US annually over the coming business cycle, though we foresee higher returns for smaller size segments than we do for US large-caps. In developed markets outside the US, we expect returns to be closer to 8% after underperforming US stocks over the past few years. Regionally, we think the long-term outlook is most promising for emerging market stocks, which we expect to average a over 9% annual return (versus 4% over the past 15 years) thanks to lower initial valuations, a more favorable overall demographic profile, and greater potential for productivity gains. Investors seeking higher returns can also consider specific themes and sectors that we think have higher growth potential.

Amid lower returns in developed market equities, and given the increased opportunity cost of using bonds to stabilize portfolios, investors will need to search for alternative sources of returns and diversification such as private markets and hedge funds. Private markets require long capital commitments, but we expect returns of returns near 9% per year in private equity, around 3ppts higher than public equity, and 8% per year in private debt. For more on this topic, please see page 53. Meanwhile, we expect funds of hedge funds overall to return approximately 3% (in USD) per year, over the long term. We see particular hedge fund opportunities in the thematic and equity selection space due to the structural changes set in motion by the pandemic.

Prices are currently cyclically depressed, and energy prices in particular have ample room to recover in the wake of the pandemic. Overall, we think broad commodities indexes will return roughly 4% annualized over the coming business cycle, driven by strong expected returns in energy. We expect gold to return 4% a year.

We expect the US dollar to weaken in the years ahead, so it is important to review dollar exposure and implement hedges if necessary. On the other hand, we think broad emerging market currencies, as well as the Japanese yen and the British pound, offer the most upside potential over the long term. International investors who hold assets in these markets should keep the currency exposure to benefit from this expected appreciation, in our view.

In a low interest rate environment, real estate remains an attractive investment for income generation in our view, particularly when compared with cash or government bonds. Real estate’s inflation protection characteristics may prove beneficial in a more indebted world. While we do not think that either city living or the office market has been permanently impaired. due to the pandemic, active private real estate strategies should provide better returns compared with low yield buy and hold strategies. We still expect nominal returns to average about 6% annually in private real estate (in USD), compared to the average of 8.5% over the past two decades.

Idee d’investimento

 
 

Decade Ahead

Investire nella prossima grande tendenza

Ci aspettiamo che nel prossimo decennio vengano premiati gli investimenti in aziende che usano la tecnologia per rivoluzionare altri settori.

Decade Ahead

Puntare sulla sostenibilità

Gli investimenti sostenibili tengono conto di tutti i fattori sociali e ambientali necessari per mitigare i rischi e identificare le opportunità.

Decade Ahead

Diversificare nei mercati privati

Dato che i ritorni degli investimenti tradizionali sembrano destinati a diminuire in futuro, le posizioni in strumenti di private equity e private debt possono potenziare i rendimenti e diversificare i portafogli.

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Nel 2020 le decisioni prese dalle autorità in un ambito hanno avuto conseguenze senza precedenti anche negli altri. Le politiche sanitarie ed economiche sono diventate un tutt’uno, governi e banche centrali si sono mossi all’unisono, e uomini e macchine sono stati costretti a collaborare più che mai, mentre il distanziamento sociale ha allontanato le persone.

Vediamo le conseguenze di questi fenomeni.

Per la prima volta dal 2009 l’economia va incontro a una contrazione del PIL, stimata in area 3,8%. I governi hanno imposto restrizioni straordinarie agli spostamenti nell’intento di frenare la diffusione del COVID-19, ma hanno anche varato stimoli fiscali per oltre 12 mila miliardi di dollari per attutire le ricadute negative della crisi su famiglie e le imprese.

Anche la politica monetaria è intervenuta a sostegno dell’economia: più di 30 banche centrali in tutto il mondo hanno tagliato i tassi e alcune di loro hanno avviato nuovi programmi di quantitative easing.

La politica monetaria espansiva ha contribuito a spingere i rendimenti obbligazionari su nuovi minimi. A marzo i rendimenti dei Treasury a 10 anni hanno toccato i livelli più bassi di tutti i tempi e più di 17 mila miliardi di dollari di obbligazioni offrono tuttora rendimenti negativi. Gli spread dei titoli high yield e investment grade statunitensi si sono prima ampliati rispettivamente a 1087 pb e 373 pb, a causa dei timori per la liquidità e le insolvenze, ma sono poi tornati sotto 500 pb e 130 pb sulla scia di una rapida ripresa.

I listini azionari hanno registrato andamenti estremamente volatili nonché l’avvio del mercato orso più veloce della storia. La combinazione di stimoli monetari e fiscali ha mitigato lo shock iniziale causato dalla pandemia, portando a un rimbalzo senza precedenti. Nel momento in cui scriviamo, le performance da inizio anno sono pari a +6,3% per le azioni globali, +9,7% per l’S&P 500, –6,8% per l’Euro Stoxx 50 e –2,4% per lo SMI. I titoli growth hanno superato quelli value di 29 pp, le large cap hanno battuto le mid cap di 5 pp e le azioni difensive statunitensi hanno sovraperformato quelle cicliche di quasi 30 pp.

A metà marzo la domanda di beni rifugio ha favorito il dollaro statunitense, spingendolo sui massimi da diversi anni contro l’euro. Ma, mentre le banche centrali di tutto il mondo hanno allentato la politica monetaria sulla scia della crisi, gli interventi espansivi della Fed sono stati più massicci e completi di quelli di molti altri istituti. In questo momento l’indice del dollaro si attesta il 10% al di sotto dei massimi di marzo.

Ad aprile i futures sul greggio WTI sono passati in territorio negativo, scendendo temporaneamente a –40 dollari il barile, poiché mancavano investitori disposti ad accettare la consegna fisica di petrolio, ma nel corso dell’anno hanno recuperato terreno. L’oro ha invece registrato una delle migliori performance dell’anno arrivando anche a superare 2000 dollari l’oncia, a fronte del calo dei tassi reali e del deprezzamento del dollaro.Abbiamo mantenuto per tutto l’anno un orientamento di propensione al rischio, cercando e sfruttando opportunità sui mercati azionari e del credito, nella convinzione che le politiche fiscali e monetarie sarebbero bastate a impedire che la crisi sanitaria ed economica innescasse anche una crisi finanziaria. Abbiamo anche assunto un’esposizione a temi strutturali come la tecnologia, la sostenibilità e la sanità, che sulla lunga distanza ci sembrano destinati a beneficiare della transizione verso un mondo più indebitato, più locale e più digitale.

Stando ai sondaggi, nel 2020 gli hedge fund sono stati all’altezza delle aspettative degli investitori, suscitando un interesse crescente. I gestori sono riusciti a mitigare il rischio di ribasso a marzo e aprile e hanno poi sfruttato le temporanee distorsioni dei prezzi per generare rendimenti. Tuttavia, le performance delle diverse strategie hanno mostrato una certa variabilità. I migliori risultati sono stati ottenuti dai fondi specializzati nel comparto tecnologico e sanitario, dalle strategie equity long/short e dai prodotti discretionary macro e multistrategy. I fondi CTA, di credito strutturato e altre strategie event-driven hanno invece sottoperformato.

Previsioni per le asset class

Materie prime

Materie prime

Materie prime

Spot

Spot

Giu 21

Giu 21

Dic 21

Dic 21

Materie prime

Greggio Brent (USD/bbl)

Spot

44.4

Giu 21

52.0

Dic 21

60.0

Materie prime

Greggio WTI (USD/bbl)

Spot

42.2

Giu 21

50.0

Dic 21

57.0

Materie prime

Oro (USD/oz)

Spot

1,875

Giu 21

1,950

Dic 21

1,850

Materie prime

Argento (USD/oz)

Spot

24.2

Giu 21

25.0

Dic 21

23.0

Materie prime

Rame (USD/mt)

Spot

6,932

Giu 21

7,000

Dic 21

6,700

Valute

Mercati sviluppati

Mercati sviluppati

Spot

Spot

 Giu 21

 Giu 21

Dic 21

Dic 21

PPA

PPA

Mercati sviluppati

EURUSD

Spot

1.18

 Giu 21

1.21

Dic 21

1.23

PPA

1.29

Mercati sviluppati

USDJPY

Spot

106

 Giu 21

105

Dic 21

107

PPA

76

Mercati sviluppati

GBPUSD

Spot

1.32

 Giu 21

1.34

Dic 21

1.37

PPA

1.54

Mercati sviluppati

USDCHF

Spot

0.92

 Giu 21

0.89

Dic 21

0.89

PPA

0.93

Mercati sviluppati

EURCHF

Spot

1.08

 Giu 21

1.09

Dic 21

1.10

PPA

1.19

Mercati sviluppati

EURGBP

Spot

0.89

 Giu 21

0.90

Dic 21

0.90

PPA

0.83

Mercati sviluppati

AUDUSD

Spot

0.73

 Giu 21

0.75

Dic 21

0.77

PPA

0.66

Mercati sviluppati

USDCAD

Spot

1.31

 Giu 21

1.26

Dic 21

1.24

PPA

1.21

Mercati sviluppati

EURSEK

Spot

10.18

 Giu 21

10.20

Dic 21

10.10

PPA

9.66

Mercati sviluppati

EURNOK

Spot

10.68

 Giu 21

10.40

Dic 21

10.30

PPA

10.83

Mercati emergenti

Mercati emergenti

Spot

Spot

Giu 21

Giu 21

Dic 21

Dic 21

Mercati emergenti

USDCNY

Spot

6.6

Giu 21

6.3

Dic 21

6.3

Mercati emergenti

USDIDR

Spot

14,085

Giu 21

13,800

Dic 21

13,800

Mercati emergenti

USDINR

Spot

74.4

Giu 21

71.0

Dic 21

70.0

Mercati emergenti

USDKRW

Spot

1,110

Giu 21

1,100

Dic 21

1,060

Mercati emergenti

USDRUB

Spot

76

Giu 21

65

Dic 21

65

Mercati emergenti

USDTRY

Spot

7.8

Giu 21

7.3

Dic 21

7.9

Mercati emergenti

USDBRL

Spot

5.4

Giu 21

5.0

Dic 21

5.0

Mercati emergenti

USDMXN

Spot

20.6

Giu 21

21.0

Dic 21

21.5

Tassi e titoli di Stato

Tassi di riferimento

Tassi di riferimento

Attuale

Attuale

2021S

2021S

2022S

2022S

Tassi di riferimento

USD

Attuale

0.13

2021S

0.09

2022S

0.09

Tassi di riferimento

EUR

Attuale

-0.50

2021S

-0.50

2022S

-0.50

Tassi di riferimento

CHF

Attuale

-0.75

2021S

-0.75

2022S

-0.75

Tassi di riferimento

GBP

Attuale

0.10

2021S

0.10

2022S

0.10

Tassi di riferimento

JPY

Attuale

-0.03

2021S

-0.10

2022S

-0.10

Rendimenti a 10 anni (%)

Rendimenti a 10 anni (%)

Spot

Spot

Giu 21

Giu 21

Dic 21

Dic 21

Rendimenti a 10 anni (%)

USD

Spot

0.96

Giu 21

0.85

Dic 21

0.90

Rendimenti a 10 anni (%)

EUR

Spot

-0.49

Giu 21

-0.40

Dic 21

-0.40

Rendimenti a 10 anni (%)

CHF

Spot

-0.43

Giu 21

-0.50

Dic 21

-0.50

Rendimenti a 10 anni (%)

GBP

Spot

0.40

Giu 21

0.30

Dic 21

0.40

Rendimenti a 10 anni (%)

JPY

Spot

0.05

Giu 21

0.00

Dic 21

0.00

Previsioni economiche

Americhe

Americhe

2019 Crescita del PIL (%)

2019 Crescita del PIL (%)

2020S Crescita del PIL (%)

2020S Crescita del PIL (%)

2021S Crescita del PIL (%)

2021S Crescita del PIL (%)

2019 Inflazione (%)

2019 Inflazione (%)

2020S Inflazione (%)

2020S Inflazione (%)

2021S Inflazione (%)

2021S Inflazione (%)

Americhe

Stati Uniti

2019 Crescita del PIL (%)

2.2

2020S Crescita del PIL (%)

-3.6

2021S Crescita del PIL (%)

3.6

2019 Inflazione (%)

1.8

2020S Inflazione (%)

1.2

2021S Inflazione (%)

1.1

Americhe

Brasile

2019 Crescita del PIL (%)

1.1

2020S Crescita del PIL (%)

-4.5

2021S Crescita del PIL (%)

3.0

2019 Inflazione (%)

3.7

2020S Inflazione (%)

3.1

2021S Inflazione (%)

4.3

Americhe

Canada

2019 Crescita del PIL (%)

1.6

2020S Crescita del PIL (%)

-5.4

2021S Crescita del PIL (%)

4.3

2019 Inflazione (%)

1.9

2020S Inflazione (%)

0.6

2021S Inflazione (%)

1.3

Europa

Europa

2019 Crescita del PIL (%)

2019 Crescita del PIL (%)

2020S Crescita del PIL (%)

2020S Crescita del PIL (%)

2021S Crescita del PIL (%)

2021S Crescita del PIL (%)

2019 Inflazione (%)

2019 Inflazione (%)

2020S Inflazione (%)

2020S Inflazione (%)

2021S Inflazione (%)

2021S Inflazione (%)

Europa

Eurozona

2019 Crescita del PIL (%)

1.3

2020S Crescita del PIL (%)

-7.4

2021S Crescita del PIL (%)

5.2

2019 Inflazione (%)

1.2

2020S Inflazione (%)

0.2

2021S Inflazione (%)

1.0

Europa

– Germania

2019 Crescita del PIL (%)

0.6

2020S Crescita del PIL (%)

-5.8

2021S Crescita del PIL (%)

4.1

2019 Inflazione (%)

1.4

2020S Inflazione (%)

0.4

2021S Inflazione (%)

1.0

Europa

– Francia

2019 Crescita del PIL (%)

1.5

2020S Crescita del PIL (%)

-9.6

2021S Crescita del PIL (%)

6.8

2019 Inflazione (%)

1.3

2020S Inflazione (%)

0.5

2021S Inflazione (%)

0.8

Europa

– Italia

2019 Crescita del PIL (%)

0.3

2020S Crescita del PIL (%)

-8.8

2021S Crescita del PIL (%)

5.8

2019 Inflazione (%)

0.6

2020S Inflazione (%)

-0.2

2021S Inflazione (%)

0.3

Europa

– Spagna

2019 Crescita del PIL (%)

2.0

2020S Crescita del PIL (%)

-11.4

2021S Crescita del PIL (%)

6.0

2019 Inflazione (%)

0.8

2020S Inflazione (%)

-0.4

2021S Inflazione (%)

0.6

Europa

Regno Unito

2019 Crescita del PIL (%)

1.3

2020S Crescita del PIL (%)

-11.3

2021S Crescita del PIL (%)

5.0

2019 Inflazione (%)

1.8

2020S Inflazione (%)

0.8

2021S Inflazione (%)

1.5

Europa

Russia

2019 Crescita del PIL (%)

1.3

2020S Crescita del PIL (%)

-3.5

2021S Crescita del PIL (%)

2.7

2019 Inflazione (%)

4.5

2020S Inflazione (%)

3.3

2021S Inflazione (%)

3.9

Europa

Svizzera

2019 Crescita del PIL (%)

1.1

2020S Crescita del PIL (%)

-4.5

2021S Crescita del PIL (%)

3.2

2019 Inflazione (%)

0.4

2020S Inflazione (%)

-0.7

2021S Inflazione (%)

0.2

Asia

Asia

2019 Crescita del PIL (%)

2019 Crescita del PIL (%)

2020S Crescita del PIL (%)

2020S Crescita del PIL (%)

2021S Crescita del PIL (%)

2021S Crescita del PIL (%)

2019 Inflazione (%)

2019 Inflazione (%)

2020S Inflazione (%)

2020S Inflazione (%)

2021S Inflazione (%)

2021S Inflazione (%)

Asia

Cina

2019 Crescita del PIL (%)

6.1

2020S Crescita del PIL (%)

2.1

2021S Crescita del PIL (%)

7.5

2019 Inflazione (%)

2.9

2020S Inflazione (%)

2.6

2021S Inflazione (%)

1.8

Asia

Giappone

2019 Crescita del PIL (%)

0.7

2020S Crescita del PIL (%)

-5.2

2021S Crescita del PIL (%)

3.2

2019 Inflazione (%)

0.5

2020S Inflazione (%)

0.0

2021S Inflazione (%)

-0.1

Asia

India

2019 Crescita del PIL (%)

4.2

2020S Crescita del PIL (%)

-10.5

2021S Crescita del PIL (%)

10.0

2019 Inflazione (%)

4.8

2020S Inflazione (%)

5.9

2021S Inflazione (%)

4.0

Asia

Corea del Sud

2019 Crescita del PIL (%)

2.0

2020S Crescita del PIL (%)

-2.0

2021S Crescita del PIL (%)

4.8

2019 Inflazione (%)

0.4

2020S Inflazione (%)

0.7

2021S Inflazione (%)

1.4

Totals

Totals

2019 Crescita del PIL (%)

2019 Crescita del PIL (%)

2020S Crescita del PIL (%)

2020S Crescita del PIL (%)

2021S Crescita del PIL (%)

2021S Crescita del PIL (%)

2019 Inflazione (%)

2019 Inflazione (%)

2020S Inflazione (%)

2020S Inflazione (%)

2021S Inflazione (%)

2021S Inflazione (%)

Totals

Mercati sviluppati

2019 Crescita del PIL (%)

1.6

2020S Crescita del PIL (%)

-5.4

2021S Crescita del PIL (%)

4.2

2019 Inflazione (%)

1.4

2020S Inflazione (%)

0.7

2021S Inflazione (%)

1.0

Totals

Mercati emergenti

2019 Crescita del PIL (%)

4.0

2020S Crescita del PIL (%)

-2.8

2021S Crescita del PIL (%)

6.7

2019 Inflazione (%)

4.4

2020S Inflazione (%)

4.0

2021S Inflazione (%)

3.6

Totals

Mondo

2019 Crescita del PIL (%)

3.0

2020S Crescita del PIL (%)

-3.8

2021S Crescita del PIL (%)

5.6

2019 Inflazione (%)

3.1

2020S Inflazione (%)

2.6

2021S Inflazione (%)

2.5

 

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Year Ahead 2021

Much has changed since we published our Year Ahead outlook for 2021 in November, even though our key investment ideas have been broadly playing out. We have therefore updated some of the key messages (in English only). To help guide you through the updates, throughout the page we've marked the specific messages that have been updated (you’ll find these links across the translated pages too). Happy reading!