La bontà si può misurare: nell’impact investing contano sia i rendimenti monetari che quelli etici ed ecologici. Illustrazione Adrian & Gidi.

Negli ultimi anni è cresciuta l’importanza di investire in modo sostenibile. Cosa vuol dire? Negli investimenti classici si cerca di conseguire in primis il più alto rendimento possibile da un portafoglio di investimento a un determinato rischio. Le strategie sostenibili, invece, perseguono altri obiettivi. Per esempio gli investimenti non dovrebbero finanziare attività dannose per l’ambiente o la società e dovrebbero sostenere questioni sociali ed ecologiche.

Numerosi studi dimostrano che orientandosi verso principi sia sociali che ecologici a lungo termine si hanno per lo meno risultati non troppo peggiori. Se le imprese selezionate soddisfano criteri sostenibili, si può contare su una prestazione migliore nel lungo periodo perché spesso sono gestite meglio ed esposte a minori rischi di natura legale. Si può quindi definire «investimento sostenibile» ogni strategia che, nell’ambito delle decisioni di investimento, tenga conto anche di riflessioni in fatto di ambiente, società e gestione dell’azienda (governance). Definiti spesso in inglese obiettivi ESG (Environmental, Social and Governance).

Tre concetti per il denaro «green»

Si distinguono tre approcci: il principio di esclusione, l’integrazione e l’impact investing. Il principio di esclusione definisce quali sono le attività che un investitore vorrebbe evitare. Ad esempio si può decidere di non investire in armi o tabacco.

Il concetto di integrazione va oltre. Già in fase di analisi si verifica in modo dettagliato la selezione di aziende per accertare quanto siano sostenibili. Si controlla se siano soddisfatti requisiti sociali e criteri ambientali (ad esempio l’impronta di CO2 o l’assenza di lavoro minorile) e se la governance è adeguata. Sempre più investitori istituzionali, come le casse pensioni o le assicurazioni, stanno attenti a investire in base a questi principi: per questo motivo sono stati fissati diversi rating e certificazioni sulla sostenibilità nei rendiconti pubblici, così come nella valutazione delle aziende.

L’impatto degli investimenti

Il modo più coerente di mettere in pratica un investimento sostenibile è probabilmente con l’approccio impact investing, che misura in modo esplicito l’obiettivo sociale o ambientale e fa confluire nella valutazione complessiva dell’investimento anche il «rendimento della sostenibilità», ponendolo allo stesso livello del rendimento finanziario. Ma finora questi investimenti sono spesso riservati agli investitori istituzionali.

L’autore Daniel Kalt è capo economista di UBS Svizzera.

Una rete per la sostenibilità

10 anni fa UBS ha cofondato il Global Impact Investing Network (GIIN), allo scopo di promuovere a livello mondiale investimenti verso soluzioni sostenibili. I privati che vogliono investire in modo etico dovrebbero affrontare il tema con un consulente, per evitare rischi.