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Barometro PMI di UBS: Contesto economico difficile

Zurigo/Basilea | | Media Releases Switzerland

Nella maggioranza dei settori, le piccole e medie imprese (PMI) sono meno colpite delle grandi aziende dall'indebolimento della congiuntura e dal franco svizzero forte. In linea generale, nel terzo trimestre anche le PMI non possono tuttavia più sottrarsi alla dinamica negativa.
A seguito del difficile contesto economico, UBS WMR prevede che la crescita economica in Svizzera subirà una flessione dal 1,7 percento dell’anno in corso allo 0,4 percento nel prossimo anno.

Il sondaggio trimestrale condotto da UBS presso oltre 500 imprese ha rilevato che tutti gli indicatori segnalano un rallentamento, quando non una flessione, della dinamica di crescita delle PMI del settore industriale. Solo il numero degli occupati è ancora leggermente aumentato nel terzo trimestre. Sia le grandi aziende che le PMI hanno stabilizzato il fatturato nel terzo trimestre, ma prevedono un calo della cifra d’affari già per l'ultimo trimestre dell'anno. Nel terzo trimestre, i prezzi di vendita, gli utili e anche il cash flow sono peggiorati presso tutte le imprese, sebbene la flessione subita dalle PMI sia stata meno marcata rispetto alle grandi aziende.

Il livello di occupazione nell’industria edilizia si mantiene stabile

Mentre gli utili delle grandi aziende dell’industria edilizia si sono nuovamente stabilizzati dopo un trimestre negativo, presso le PMI sono in calo da ormai sei trimestri. Nel terzo trimestre anche i prezzi sono di nuovo calati, sia presso le grandi aziende sia presso le PMI. Per l’ultimo trimestre dell’anno in corso, le imprese prevedono un peggioramento di tutti gli indicatori. Fa eccezione il numero degli occupati, che dovrebbe rimanere invariato sia presso le grandi aziende che presso le PMI.

Il settore dei servizi è meno esposto dell’industria all’attuale contesto economico negativo. I fatturati, gli utili e i cash flow sono pertanto rimasti invariati nel terzo trimestre e l’occupazione ha addirittura fatto registrare un ulteriore lieve aumento. Il quadro è tuttavia diverso a seconda della grandezza dell’impresa. Se le grandi aziende sono riuscite a incrementare l’occupazione in misura maggiore rispetto alle PMI, queste ultime hanno dovuto sopportare perdite meno consistenti per quanto concerne i prezzi di vendita.

Il commercio al dettaglio e il turismo sono in crisi, indipendentemente dalle dimensioni dell’impresa. Nel commercio al dettaglio solo l’occupazione presso le PMI è rimasta invariata nel terzo trimestre. Tutti gli altri indicatori sono peggiorati, sia per le PMI che per le grandi aziende. Le PMI si posizionano tuttavia meglio rispetto alle grandi aziende. Lo stesso fenomeno si riscontra anche nel turismo: i fatturati, i prezzi di vendita, gli utili e i cash flow delle PMI sono diminuiti meno rapidamente di quelli delle grandi aziende.

Il punto di equilibrio del tasso di cambio del franco svizzero

Il sondaggio ha interpellato le imprese circa il punto di equilibrio del tasso di cambio del franco svizzero nei confronti dell’euro e del dollaro USA. Il 37 percento ritiene eccessivo un cambio di circa CHF 1,20 contro EUR, anche se nell’industria un cambio CHF/EUR più elevato è tendenzialmente considerato più equo che nel settore dei servizi. Il 22 percento delle imprese industriali giudica equo un tasso di cambio del franco tra 1,30 e 1,40. Tra le imprese di servizi, questa percentuale scende al 12 percento. Rispetto al dollaro USA, la maggior parte delle aziende indica un punto di equilibrio tra 0,96 e 1,00 CHF contro USD. Le opinioni cambiano tuttavia a seconda del settore. Nell’edilizia, ad esempio, tutte le grandi imprese considerano equo un cambio rispetto all’euro pari a 1,30 o superiore, mentre per alcune PMI andrebbe bene anche un tasso di cambio di 1,20. In questa situazione potrebbe avere un ruolo l’attività d’esportazione delle singole aziende: le piccole imprese sono in prevalenza attive solo sul mercato interno. Nel settore del turismo il numero dei collaboratori non incide sulla valutazione del punto di equilibrio del tasso di cambio. La maggioranza delle imprese di questo ramo ritiene equo un cambio di 1,30 e oltre rispetto all’euro.

UBS SA

Contatti

Dr. Daniel Kalt, capo economista Svizzera
Tel. +41 44 234 25 60

Sibille Duss, Wealth Management Research
Tel. +41 44 235 69 54

www.ubs.com/kmu

Unione svizzera delle arti e mestieri (usam)

Henrique Schneider
Tel. +41 31 380 14 38

Hans-Ulrich Bigler, Direttore usam
Tel. +41 79 285 47 09

www.sgv-usam.ch

L’Unione svizzera delle arti e dei mestieri usam è l’associazione madre delle PMI. Fondata nel 1879, è oggi la maggiore organizzazione associativa del panorama economico svizzero. L’usam è impegnata nella tutela degli interessi di circa 300 000 PMI, la maggior parte delle quali fa capo alle circa 255 associazioni professionali e di categoria ed alle unioni delle arti e dei mestieri cantonali intersettoriali.

Indicazioni sul metodo utilizzato per il barometro PMI di UBS

Il barometro PMI di UBS si basa su una valutazione del sondaggio sull'industria condotto da UBS dal 1975 nel quale sono state integrate, dal terzo trimestre 2006, anche aziende del settore dei servizi. A cadenza trimestrale vengono intervistate circa 1300 aziende (1000 PMI e 300 grandi imprese) che costituiscono un campione rappresentativo dell'economia svizzera. Le aziende che contano meno di 250 dipendenti sono imputate alle PMI. La valutazione avviene attraverso il cosiddetto indice di diffusione: il risultato corrisponde alla media ponderata della quota di aziende con trend 'molto positivo', 'positivo' o 'negativo'e 'molto negativo'. Pertanto, esso non fornisce tassi di variazione percentuali.

Barometro PMI di UBS in cifre

Il barometro PMI di UBS si basa su una valutazione del sondaggio sull'industria condotto da UBS dal 1975 nel quale sono state integrate, dal terzo trimestre 2006, anche aziende del settore dei servizi. A cadenza trimestrale vengono intervistate circa 1300 aziende (1000 PMI e 300 grandi imprese) che costituiscono un campione rappresentativo dell'economia svizzera. Le aziende che contano meno di 250 dipendenti sono imputate alle PMI. La valutazione avviene attraverso il cosiddetto indice di diffusione: il risultato corrisponde alla media ponderata della quota di aziende con trend 'molto positivo', 'positivo' o 'negativo'e 'molto negativo'. Pertanto, esso non fornisce tassi di variazione percentuali.

Il clima degli affari viene calcolato esclusivamente per il settore dell'industria sulla base dei risultati del sondaggio riferiti a produzione, nuovi ordinativi e fatturato. I dati sul cash flow e riferiti ai singoli gruppi settoriali vengono rilevati a partire dal 1° trimestre 2009.

Barometro PMI di UBS

Barometro PMI di UBS - Fatturato totale, Cashflow, Prezzi alla Vemdita e Occupazione