Comunicati stampa


Barometro PMI di UBS 4° trimestre 2008 - Congiuntura delle PMI: a passo d'uomo verso la fine dell'anno

Zurigo / Basilea | | Media Releases Switzerland

Il raffreddamento congiunturale prospettato dalle piccole e medie imprese (PMI) svizzere si è materializzato nel terzo trimestre. Il clima economico è rimasto però decisamente favorevole. Anche per gli ultimi tre mesi dell'anno le aziende non prevedono un'interruzione delle ultime tendenze: le PMI godranno pertanto di minore slancio economico, ma in un contesto ancora positivo, e con ulteriore creazione di posti di lavoro. Tuttavia, non si può escludere una flessione dei redditi delle PMI rispetto allo scorso anno.

Nel terzo trimestre il clima economico per le PMI svizzere è stato giudicato soddisfacente, a saldo, da un quinto delle aziende, ma la congiuntura del segmento continua a perdere slancio. Anche nei tre mesi conclusivi dell'anno, gli impulsi di crescita torneranno ad affievolirsi. La tendenza resta comunque positiva e, a saldo, circa il 10% delle PMI intervistate si è dichiarata propensa alla creazione di nuovi posti di lavoro tra ottobre e dicembre. Questo è quanto emerge dall'ultimo sondaggio svolto su base trimestrale da UBS, nell'ambito del suo barometro PMI in collaborazione con l'Unione svizzera delle arti e dei mestieri. Alla rilevazione di agosto/settembre hanno partecipato circa 330 PMI e - a scopo di raffronto - 130 grandi aziende.

Ancora impulsi alla crescita nel terzo trimestre
Come previsto, nel terzo trimestre la congiuntura per le PMI ha subito un rallentamento. Il numero di aziende con ordinativi in aumento e quello di imprese con fatturati in crescita è diminuito. Decisamente inferiore alle aspettative del trimestre precedente è stato l'andamento degli affari delle PMI svizzere sul fronte dell'export: se a giugno, a saldo, quasi il 30% aveva prospettato un rialzo nel terzo trimestre, le cifre effettive non hanno fatto registrare alcuna variazione rispetto agli stessi tre mesi dell'anno precedente. A saldo, un decimo delle PMI intervistate ha segnalato un aumento dei redditi, il 7% un incremento dei portafogli ordini, il 14% la creazione di nuovi posti di lavoro. L'andamento degli affari è risultato favorevole, a saldo, per il 21% delle imprese.

Il terzo trimestre è stato più impegnativo per le PMI industriali che per quelle dei servizi: a saldo, la percentuale di aziende del terziario che hanno beneficiato di una crescita di ordinativi, fatturato e utili si è rivelata, in parte, decisamente superiore a quella delle imprese industriali, che hanno registrato solo una lieve espansione della produzione e quasi una stagnazione nel portafoglio ordini. Va comunque notato che, a saldo, il 21% delle PMI industriali ha potenziato l'organico mentre le aziende di servizi che hanno assunto nuovi collaboratori sono state relativamente poche (a saldo il 10%). In entrambi i settori la dinamica congiunturale si è raffreddata, pur restando comunque positiva.

L'andamento degli affari delle grandi aziende si è rivelato lievemente più vivace rispetto a quello delle PMI nel terzo trimestre. Anche se deluse dagli ordinativi nazionali, le grandi imprese hanno archiviato ancora buoni risultati sul fronte delle esportazioni. Per quanto il numero delle grandi aziende con una crescita del fatturato nelle vendite all'estero sia sceso rispetto al trimestre precedente, il calo è stato decisamente meno pronunciato di quello accusato dalle PMI. La quota delle imprese con redditi in crescita è diminuita sia per le grandi che per le medie e piccole imprese, sebbene vada notato che queste ultime si muovono su un livello inferiore. Con un saldo del 45%, infine, la quota delle grandi aziende con organici in espansione supera di gran lunga quella delle PMI.

Raffreddamento del clima congiunturale per le PMI nel quarto trimestre
Le PMI svizzere prevedono crescenti sfide per i tre mesi conclusivi dell'anno: il reperimento degli ordini si rivelerà più impegnativo rispetto ai tre mesi precedenti, in particolare sul fronte delle esportazioni, e a saldo solo il 10% prospetta ancora progressi nelle commesse nazionali. Si teme una stagnazione delle riserve di lavoro e, a saldo, il 5% delle aziende si attende addirittura un calo dei redditi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il contesto economico dovrebbe comunque restare nel complesso favorevole e, a saldo, quasi il 10% delle PMI ha in programma nuove assunzioni.

Anche nel quarto trimestre le PMI del terziario prevedono venti meno contrari di quelli cui saranno esposte le imprese industriali: le voci relative al futuro andamento di ordinativi in entrata ed evoluzione degli affari nel suo complesso restano espansionistiche, mentre quella relativa alla situazione reddituale segnala una stagnazione. A saldo, comunque, solo il 6% delle PMI operanti nel campo dei servizi ha in programma un ampliamento dell'organico contro il 14%, a saldo, delle aziende del settore secondario.

Stando ai risultati dell'ultimo sondaggio UBS, il contesto economico delle PMI svizzere dovrebbe subire un ulteriore deterioramento. A tal proposito le grandi aziende mostrano maggiore ottimismo, vista l'assenza di saldi negativi nei parametri rilevati, ma anche nel loro segmento si nota un progressivo calo degli impulsi di crescita.

Investimenti soprattutto per sostituzioni infrastrutturali
Nel 2008 le aziende svizzere hanno investito più della media pluriennale; nel prossimo anno circa il 30% prevede di dedicare agli investimenti somme ancora più ingenti, mentre il 47% circa si manterrà più o meno sui livelli del 2008. Le spese delle grandi aziende svizzere saranno maggiormente indirizzate verso l'espansione e il potenziamento delle capacità, mentre quelle delle PMI piuttosto verso la sostituzione delle infrastrutture.

Barometro PMI di UBS

Note: colonne in nero = valori realizzati nei trimestri trascorsi; tratteggiate = attese per il trimestre in corso; saldi delle risposte «aumento» e «diminuzione» (rispetto all'anno precedente) secondo il sondaggio UBS; clima degli affari = media dei dati a saldo relativi a ordini in entrata e fatturato

Indicazioni sul metodo utilizzato per il barometro PMI di UBS
Il barometro PMI di UBS si basa su una valutazione del sondaggio sull'industria condotto da UBS dal 1975 nel quale sono state integrate, dal terzo trimestre del 2006, anche aziende del settore dei servizi. A cadenza trimestrale vengono ora intervistate circa 700 aziende (500 PMI e 200 grandi imprese) che costituiscono un campione rappresentativo dell'economia svizzera. Le aziende che contano meno di 250 dipendenti sono imputate alle PMI. Il barometro indica per l'insieme delle imprese il saldo del clima degli affari attuale e atteso, dell'occupazione, dei prezzi alla vendita e degli utili. Questi indicatori rappresentano la media ponderata dei rispettivi risultati settoriali (industria, risp. servizi); per la ponderazione è presa in considerazione la quota totale di valore aggiunto prodotto da tali settori nel 2005. Sondaggio e valutazione si basano su un cosiddetto "indice di diffusione": il saldo di ogni indicatore corrisponde alla differenza della quota di aziende con trend positivo e con trend negativo. Esso non fornisce tassi di variazione percentuali. Per ottenere dati che non indicassero unicamente l'andamento congiunturale delle PMI, bensì consentissero di effettuare un raffronto con le grandi aziende è stato creato un apposito indicatore di confronto, definito come il saldo del clima degli affari delle PMI dedotto il saldo relativo alle grandi aziende. Un aumento indica, indipendentemente dalla situazione congiunturale assoluta, un miglioramento delle PMI rispetto alle grandi aziende e viceversa.

Appendice: Barometro PMI di UBS in cifre

Contatti:

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Dr. Rudolf Horber

Segretario politico USAM / Membro di Direzione USAM

Tel. +41-31-380 14 34

Edgar R. Minder

Addetto stampa USAM

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L'Unione svizzera delle arti e dei mestieri USAM è l'associazione madre delle PMI. Fondata nel 1879, è oggi la maggiore organizzazione associativa del panorama economico svizzero. L'USAM è impegnata nella tutela degli interessi di circa 300 000 PMI, la maggior parte delle quali fa capo alle circa 250 associazioni professionali e di categoria e alle unioni delle arti e dei mestieri cantonali intersettoriali.