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UBS prevede per il 2006 una crescita rafforzata di 3%

Zurigo / Basilea | | Media Releases Switzerland

Al momento l'economia svizzera è in splendida forma e, stando agli indicatori anticipatori, il suo slancio si protrarrà anche nei prossimi trimestri. Gli economisti UBS hanno dunque innalzato al 3% le loro già ottimistiche previsioni per il 2006.

Con una crescita annua del prodotto interno lordo (PIL) pari al 3,5% nel primo trimestre, il motore economico elvetico è decisamente salito di giri. Sia la solidità che l'ampia base dell'attività economica invitano all'ottimismo. La maggior parte degli indicatori congiunturali conferma un andamento favorevole per il resto dell'anno. E come anche nella vicina Europa la congiuntura accelera, l'export dovrebbe confermarsi uno dei pilastri della crescita. L'elevato grado di sfruttamento delle capacità industriali e il buon livello di utili e ordinativi prospettano inoltre nuovi marcati progressi altresì sul fronte degli investimenti in beni strumentali. La ripresa del mercato occupazionale va ulteriormente consolidandosi e i sondaggi tra le imprese segnalano un costante aumento del fabbisogno di organico. Secondo UBS, ciò consentirà anche ai consumi privati di conservare il loro significativo ruolo di sostegno della congiuntura. In complesso, commercio estero, investimenti e consumi privati concorreranno a spingere il tasso di espansione annuo medio del PIL 2006 al 3,0%.

Nel 2007, tuttavia, gli impulsi congiunturali favorevoli cominceranno ad affievolirsi. Il rallentamento economico globale iniziando negli USA, unito all'apprezzamento del franco, porrà probabilmente un freno alla crescita delle esportazioni. Ipotizzando quindi un conseguente chiaro indebolimento anche a livello degli investimenti, UBS stima per il 2007 un incremento del PIL elvetico di solo il 1,4%.

L'attuale forte dinamica economica non ha però intaccato le prospettive a medio termine di un basso tasso inflazionistico. Per quanto infatti quest'anno il caro-petrolio e l'aumento degli affitti contribuiscano notevolmente al rincaro dei prezzi, non mancano comunque vari effetti calmieranti. Cambiamenti strutturali potrebbero far scendere ancora i prezzi, soprattutto nell'ambito delle telecomunicazioni e del commercio al dettaglio. Allo stesso tempo, il graduale rafforzamento del franco ostacola l'inflazione importata, così come la liberalizzazione del mercato del lavoro per i cittadini dell'UE dovrebbe continuare a esercitare una modesta pressione sui salari. In complesso, UBS prevede un aumento dei prezzi al consumo pari all'1,2% per il 2006 e all'1,1% per il 2007.

A fronte della forte crescita economica interna, la Banca nazionale svizzera continuerà la graduale normalizzazione della politica monetaria e, a giudizio di UBS, effettuerà ancora tre interventi sui tassi a giugno, a settembre e a dicembre di 25 punti base ciascuno, facendo così arrivare il Libor a tre mesi a quota 2,0% entro la fine del 2006. Dall'inizio dell'anno in corso i rendimenti del mercato obbligazionario sono notevolmente aumentati e, secondo gli economisti UBS, per ora questa tendenza è destinata a proseguire. Nei prossimi tre mesi i rendimenti delle obbligazioni decennali della Confederazione dovrebbero attestarsi al 2,8% per poi stabilizzarsi su questo livello. Non è escluso, tuttavia, che a breve termine possano arrivare fino al 3%. Il franco è ancora sottovalutato, ma dovrebbe tendenzialmente rafforzarsi. Sembra realistico prospettare un tasso di cambio di 1.53 rispetto all'euro per i prossimi sei a dodici mesi, mentre, alla luce dei gravi deficit statunitensi, quello nei confronti del dollaro USA potrebbe temporaneamente andare incontro a movimenti più marcati e arrivare all'1.15.


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