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Per il 2006 UBS prevede un'impennata del PIL del 2,3%

Zurigo / Basilea | | Media Releases Switzerland

Grazie alla netta ripresa osservata da metà 2005, l'economia svizzera ha raggiunto un ritmo di crescita sostenuto. Sullo sfondo del persistente dinamismo della situazione congiunturale mondiale gli economisti di UBS rivedono al rialzo dal 2% al 2,3% le previsioni di crescita per la Svizzera.

Nell'ultimo trimestre 2005 il prodotto interno lordo (PIL) ha espresso un incremento di 2,7% rispetto all'anno precedente, raggiungendo così il ritmo di crescita più serrato dal primo trimestre 2001. Il vivace andamento degli affari nel comparto industriale, il ritrovato ottimismo delle economie domestiche e la costante ripresa del mercato del lavoro lasciano presagire al momento una dinamica economica altrettanto sostenuta. A trarre vantaggio dal persistente dinamismo della situazione economica mondiale e, in particolar modo, dal rinnovato slancio della congiuntura industriale in Europa sono soprattutto le esportazioni. L'elevato ritmo di espansione dovrebbe subire un graduale rallentamento non prima del secondo semestre 2006. Secondo le stime degli economisti di UBS, nella media annua la Svizzera dovrebbe complessivamente mettere a segno una crescita reale pari al 2,3%.

La revisione delle stime interessa in primo luogo il commercio estero e le attività d'investimento. UBS prevede che nell'anno in corso le esportazioni continueranno ad agire quale importante catalizzatore della crescita e che soprattutto in Europa la domanda raggiungerà livelli lievemente superiori al previsto. Sebbene non sia da escludere che l'atteso rallentamento USA possa smorzare i ritmi di crescita in Europa e Svizzera, gli effetti diverranno tangibili non prima dell'inizio del secondo semestre. Anche gli investimenti in beni strumentali dovrebbero attestarsi a livelli lievemente superiori alle previsioni, grazie alla ripresa sul fronte delle vendite e dei redditi e al più elevato grado di sfruttamento delle capacità. Infine, grazie alla persistente vivacità dell'edilizia residenziale, anche gli investimenti in tale comparto dovrebbero nuovamente esprimere un andamento sostenuto, seppur lievemente meno dinamico rispetto ai due anni precedenti.

Molto positivi risultano attualmente i presupposti per i consumi privati. Sulla scia dei chiari segnali di ripresa già da tempo ravvisabili nel settore imprenditoriale, il clima di fiducia ha ora contagiato anche le economie domestiche, incoraggiate non da ultimo dalla maggiore sicurezza di impiego e da allettanti trattative salariali a livello nazionale. Gli indicatori sono sintomatici di un ulteriore miglioramento sul mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione dovrebbe mediamente attestarsi a quota 3,4% nel 2006 e scendere al 3,2% nel 2007.

A dispetto della crescita sostenuta, le pressioni inflazionistiche si mantengono entro limiti contenuti. Sebbene in febbraio il tasso di variazione dei prezzi sui dodici mesi abbia raggiunto il picco massimo di 1,4 punti percentuali, l'inflazione inerziale, che non prende in considerazione componenti volatili quali beni alimentari, energia e carburanti, si è invece nuovamente attestata su un livello estremamente basso, di poco inferiore allo 0,5%. Dopo gli impulsi inflazionistici impressi nei mesi invernali dall'improvvisa impennata del caro-petrolio, nel corso dell'anno si dovrebbe assistere a una flessione sul fronte dei prezzi. Per il 2006 UBS prevede un tasso d'inflazione medio pari allo 0,8%. Anche nel 2007 il rincaro dovrebbe superare a stento la soglia dell'1%.

Forte della favorevole situazione congiunturale, la Banca nazionale svizzera (BNS) sfrutterà ulteriormente il margine d'azione per risollevare il tasso guida dai minimi storici. A fronte delle contenute stime inflazionistiche il corso della BNS dovrebbe tuttavia mantenersi moderato. UBS prevede che un ulteriore aumento dei tassi di 25 pb da parte della BNS in giugno sarà seguito da una pausa. La previsione relativa al tasso del mercato monetario a tre mesi per la fine del 2006 si attesta pertanto a quota 1,6%.

Contestualmente alle moderate aspettative inflazionistiche, l'incremento dei tassi a lungo termine dovrebbe pertanto risultare contenuto. Con riferimento ai rendimenti dei titoli di stato a 10 anni UBS prevede entro la fine del 2006 solo un aumento moderato, che li porterà a quota 2,5%. In seguito, i tassi dovrebbero esprimere un andamento laterale riconducibile all'indebolimento congiunturale globale.

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