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UBS outlook 1° trimestre 2006. Settori svizzeri in buona forma.

Zurigo / Basilea | | Media Releases Switzerland

Per la maggior parte dei settori economici svizzeri il 2005 è stato un esercizio positivo. Fatturato e utili hanno registrato un aumento. Quasi altrettanto ottimistiche sono le prospettive per il 2006, con farmaceutica e finanza sempre in testa. È quanto emerso dal sondaggio a largo raggio condotto da UBS presso più di 4700 imprese all'interno di 27 settori e 97 sottosettori.

Le aspettative espresse dalle aziende per il 2005 prima della fine dell'anno si sono rivelate nel complesso esatte per quanto riguarda tutti i criteri esaminati da UBS: sviluppo di fatturato, utili, prezzi di vendita, organico e investimenti. Solamente 9 dei 27 settori considerati nel sondaggio hanno mancato il proprio obiettivo di crescita. Benché il 50% circa non abbia raggiunto totalmente l'obiettivo di reddito, gli scostamenti più significativi si sono verificati a livelli comunque elevati (assicurazioni, telecom) e non sono mancate alcune piacevoli sorprese (banche e farmaceutica).

Massimo incremento dei volumi per banche, orologeria, farmaceutica e chimica
La ripresa economica è dunque proseguita lo scorso anno nei vari settori con un andamento pressoché lineare. Anche nel 2005 i maggiori volumi di espansione sono stati raggiunti dai settori bancario, orologiero, farmaceutico e chimico. Ha invece sfiorato una stagnazione il commercio al dettaglio, mentre quello automobilistico è stato l'unico settore preso in esame ad accusare una lieve contrazione del fatturato.

Utili in costante crescita
Dopo il massiccio incremento degli utili osservato nel 2004 era prevedibile che sarebbe stato arduo tenere il passo con il ritmo di crescita in questo ambito. Va dunque valutato in un'ottica positiva il risultato evidenziato dal sondaggio UBS relativo al 2005 per tutti i settori. Particolarmente elevati sono stati gli utili registrati dalle banche, seguite dai settori farmaceutico, elettrotecnico, informatico e orologiero. Solamente il commercio auto, gli studi di architettura e ingegneria nonché il comparto sociosanitario hanno accusato una contrazione degli utili. La decelerazione pressoché impercettibile subita nel complesso dall'impennata degli utili va altresì interpretata positivamente alla luce dell'ulteriore rincaro dell'energia e delle materie prime nella media annua e della contemporanea persistenza della pressione sui prezzi di vendita.

Clima ottimistico anche per il 2006
Malgrado le incognite sull'andamento futuro di congiuntura, tassi d'interesse e valute, la maggior parte delle aziende ritiene di godere sui propri mercati di una posizione sufficientemente buona per continuare a puntare su una strategia espansionistica. Nell'insieme, le imprese intervistate confidano per il 2006 in una crescita del fatturato quasi costante e perfino in un lieve miglioramento della tendenza degli utili. Lo spaccato dei settori si presenta tuttavia estremamente differenziato: 16 dei 27 rami economici prevedono un rallentamento della crescita di fatturato e volumi, in parte compensato da una ripresa di telecomunicazioni, commercio auto e commercio al dettaglio. Notevolmente più omogenei appaiono invece i trend degli utili, nel cui ambito solamente i settori assicurativo, telecom, non-food e automobilistico spiccano per le aspettative di una netta ripresa. Anche in relazione ai prezzi di vendita le ipotesi per il 2006 presentano solamente lievi differenze rispetto alle tendenze dello scorso anno, con la previsione di un calo pressoché irrisorio della pressione sui prezzi.

La dimensione dell'impresa è decisiva per il suo successo
Con sorprendente coerenza, sia in retrospettiva che con riguardo al futuro, le imprese intervistate esprimono complessivamente, in merito all'andamento degli affari, una valutazione positiva tanto più accentuata quanto maggiore è la loro dimensione. La situazione generale è corroborata dalla maggiore necessità di assunzioni e investimenti evidenziata dalle grandi imprese. L'unica nota discordante riguarda l'inasprimento della pressione sui prezzi di vendita direttamente proporzionale alle dimensioni delle aziende, attribuibile in larga misura al più spiccato orientamento delle grandi società verso i mercati mondiali e alla conseguente esposizione a una concorrenza notevolmente più accanita rispetto al mercato interno. Il risultato del sondaggio UBS non fornisce alcuna conferma a riprova della tesi secondo cui le PMI si vedrebbero costrette alle maggiori concessioni sui prezzi in qualità di fornitori.

Incremento della domanda di personale
Il segnale forse più attendibile del fatto che la favorevole situazione congiunturale non è un semplice fuoco di paglia può essere individuato nel crescente impiego di personale. Non si è trattato di un reclutamento in grande stile ma, come risulta dal sondaggio UBS, ha riguardato la larga maggioranza delle imprese, con un trend destinato a proseguire e a consolidarsi nel 2006. Le assunzioni più consistenti sono previste nei settori dei servizi finanziari e informatici, immobiliare, elettrotecnico e farmaceutico, mentre media, turismo e commercio al dettaglio hanno ridimensionato il proprio organico. Nel quadro tracciato anche i piani d'investimento si mantengono su rotte di espansione.


Zurigo / Basilea, 27 gennaio 2006
UBS