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Secondo l 'UBS Index of Investor Optimism® - EU 5 l'ottimismo degli investitori a gennaio va attribuito alle prospettive di ripresa economica

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A gennaio 2002 l'ottimismo degli investitori interpellati nell'area EU 5 (Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia e Spagna) è notevolmente migliorato rispetto al clima registrato a ottobre 2001. È quanto emerge dall'equivalente europeo del noto indicatore americano "Index of Investor Optimism - U.S.". L'indagine, denominata UBS Index of Investor Optimism® - EU 5, frutto di una collaborazione tra UBS e l'istituto statistico Gallup, ha rivelato che le prospettive positive per l'economia europea e l'introduzione dell'euro, avvenuta senza problemi di rilievo, stanno infondendo fiducia negli investitori.

A ottobre 2001 è stato effettuato un sondaggio pilota per ricavare dei dati relativi all'area EU 5. Quest'in-dagine misurava l'atteggiamento degli investitori in Francia, Germania, Italia, Spagna e nel Regno Unito. Per esaminare costantemente le variazioni dell'indice, ogni mese la Gallup utilizzerà nuovi campioni di circa 1000 investitori selezionati a caso. "In passato è stato molto limitato il numero di analisi compiute sull'umore degli investitori privati", ha affermato Ian Harnett, responsabile per la strategia europea di UBS Warburg. "L'Indice EU 5 fornirà la possibilità di confrontare l'atteggiamento degli investitori non solo tra i diversi principali mercati europei, ma anche tra l'Europa e gli Stati Uniti.

Dal 4 ottobre - data in cui è stata condotta un'indagine pilota per definire un valore di riferimento - a gennaio l'indice generale ha raggiunto il valore 40. Qualsiasi valore al di sopra dello zero è segno di ottimismo, qualsiasi valore sotto lo zero segnala pessimismo. Sono in particolare considerevolmente migliorate in misura le attese relative alla crescita economica: il 42% degli interpellati dichiarava di essere ottimista riguardo alla prospettiva di una crescita economica europea, rispetto al solo 25% a ottobre.

Il miglioramento dell'umore degli investitori europei riflette i risultati dell'indice di ottimismo negli Stati Uniti, (l'Index of Investor Optimism U.S.). Tra ottobre e gennaio l'indice generale americano ha messo a segno un consistente incremento di 29 punti.

Quanto agli effetti dell'introduzione fisica dell'euro sui mercati finanziari europei, il 75% degli investitori esprime un parere positivo. Riguardo al futuro andamento dei mercati finanziari, il 42% delle persone che hanno risposto al sondaggio colloca al primo posto i mercati europei, il 33% i mercati americani, il 15% i mercati giapponesi, mentre solo il 5% ritiene che quest'anno a registrare i migliori risultati saranno i mercati emergenti.

"La fiducia sui mercati europei è alimentata dalle crescenti speranze in una ripresa economica", ha affermato Ian Harnett. "Inoltre, il fatto che l'introduzione di monete e banconote in euro sia avvenuta senza problemi di rilievo ha reso gli operatori più propensi agli investimenti in Europa." ha aggiunto.

Il miglioramento della fiducia degli investitori dell'area EU 5 riguardo alla forza dell'Economia Europea ha altresì cambiato la loro valutazione della politica dei tassi d'interesse della Banca centrale europea (BCE). A gennaio soltanto il 28% si aspettava un ulteriore calo dei tassi d'interesse contro una percentuale del 47% a ottobre. A gennaio il 46% dei rimanenti investitori riteneva che i tassi d'interesse sarebbero rimasti invariati, mentre il 17% prevedeva un aumento. Nel contempo il grado di approvazione della politica della BCE restava relativamente basso. A gennaio soltanto il 28% degli interpellati approvava l'attuale politica dei tassi d'interesse della BCE contro il 33% a ottobre (a gennaio il 53% degli intervistati era in gran parte incerto). In questo senso, la BCE è in ritardo rispetto alla Federal Reserve americana, la cui politica godeva dell'approvazione del 52% degli investitori interpellati a gennaio.

Atteggiamento degli investitori riguardo all'euro
Malgrado l'ottimismo degli investitori in merito ai mercati finanziari europei, essi continuano a dubitare della forza dell'euro rispetto alle altre principali valute. Confrontando il dollaro statunitense, lo yen, e la sterlina britannica, a gennaio il 44% degli investitori dell'area EU 5 ha definito il dollaro statunitense come la valuta più interessante (contro il 43% a ottobre), il 30% l'euro (27%), il 17% la sterlina (24%) e solo l'8% lo yen (6%). È interessante osservare che a gennaio, dopo la riuscita introduzione dell'euro, l'ottimismo degli investitori riguardo alla sterlina britannica si era affievolito.

L'atteggiamento generale riguardo all'euro è comunque migliorato in modo significativo dopo la riuscita della sua introduzione in forma di banconote e monete. A gennaio, il 72% degli investitori si è dichiarato ottimista riguardo all'euro e ai suoi effetti sull'economia europea rispetto al 54% a ottobre. Il sondaggio UBS conferma del resto che l'introduzione dell'euro si è svolta senza intoppi: l'84% degli interpellati nell'area dell'euro ha dichiarato di non aver riscontrato problemi nell'ottenere la nuova valuta, mentre soltanto il 8% degli investitori ha segnalato qualche problema e il 2% ha riscontrato molti problemi. Analoghi i risultati sul fronte delle difficoltà nei pagamenti con la nuova moneta (nessun problema per l'85% degli intervistati, pochi problemi per il 5% e molti problemi per l'1%).

Agli investitori è stato chiesto se dopo l'introduzione dell'euro fossero più disposti a investire su altri mercati finanziari dell'area dell'euro: il 27% ha risposto affermativamente e il 3% negativamente. "Venendo meno il rischio di fluttuazione dei tassi di cambio, gli investitori dell'area dell'euro sceglieranno sempre più spesso di investire in altri paesi dell'area dell'euro," ha evidenziato Ian Harnett. Attualmente, però, gli investitori europei tendono a preferire gli investimenti nel proprio paese di origine. L'indagine UBS dimostra che a gennaio il 10,5% degli attivi degli investitori dell'area EU 5 provenivano da paesi esteri o erano stilati in valute estere.

NOTA PER I GIORNALISTI
Questi rilevamenti fanno parte del primo sondaggio mensile "Index of Investor Optimism" relativo all'area EU 5, effettuato dal 2 al 13 gennaio 2002. Per questo sondaggio l'investitore europeo viene definito come qualsiasi persona di almeno diciotto anni, responsabile delle decisioni d'investimento di una famiglia. Questa persona possiede azioni, obbligazioni e/o fondi d'investimento per un valore di almeno € 10 000 (circa il 28% delle famiglie europee detengono risparmi e investimenti per almeno quest'importo). I risultati si basano su interviste telefoniche con un campione di 1000 investitori in Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia e Spagna. La percentuale di errore nei risultati viene calcolata a più o meno tre punti percentuali.

UBS e l'istituto statistico Gallup

UBS SA è una società di servizi finanziari globali leader con 71 000 collaboratori nel mondo, che fornisce un'ampia gamma di servizi ad una clientela che comprende privati facoltosi, società, istituzioni e governi. La banca, che ha sede in Svizzera, opera su tutti i maggiori centri finanziari nel mondo.

Londra, 28 gennaio, 2002
UBS AG