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Dichiarazioni UBS di Mark Branson dinanzi al Permanent Subcommittee of Investigation

Zurigo / Basilea | | Price Sensitive Information

Rappresentando UBS, Mark Branson, Chief Financial Officer di Global WM&BB, è comparso come testimone dinanzi al sottocomitato del Senato americano durante l'udienza del 17 luglio 2008, intitolata "Banche di paradisi fiscali e conformità con la legislazione fiscale americana".

UBS sta prendendo i provvedimenti necessari al fine di correggere eventuali lacune in materia di conformità con la regolamentazione americana nelle attività transnazionali, secondo le dichiarazioni di Mark Branson, il rappresentante di UBS. Come ha spiegato Branson, la banca ha deciso di abbandonare interamente le attività in questione. "Ciò significa che simili servizi saranno offerti ai clienti residenti negli Stati Uniti soltanto attraverso società che dispongono di una licenza negli Stati Uniti".

In secondo luogo, UBS collabora con il Governo americano al fine di identificare i nominativi dei clienti americani che potrebbero aver commesso una frode fiscale. In generale, secondo il diritto svizzero l'identità dei clienti non può essere divulgata. Tuttavia, questa protezione non si applica quando la divulgazione dei nominativi è richiesta nell'ambito di un'inchiesta relativa alla frode fiscale o quando la richiesta d'informazione è presentata al governo svizzero da entità legali riconosciute. UBS fornirà la sua assistenza e sosterrà pienamente questo processo.

All'udienza, Branson ha altresì messo in evidenza che le attività transnazionali ai sensi dell'accordo Qualified Intermediary (QI) erano e sono tuttora perfettamente legali sia in Svizzera che negli Stati Uniti. Infatti, secondo il QI i cittadini americani potevano avere accesso a conti bancari in Svizzera e in altri paesi senza dover compilare il modulo W-9, a condizione di non detenere titoli americani. Branson ha dichiarato: "Finché restano valide, queste regole costituiscono il quadro giuridico al quale noi ed altre banche dobbiamo essere conformi."

L'anno scorso, al fine di rispondere alle inchieste del Dipartimento della Giustizia americano e della SEC, UBS ha avviato un'ampia inchiesta interna riguardo alle sue attività transnazionali con i clienti americani. Branson ha affermato: "Disponevamo di direttive scritte che proibivano ai nostri collaboratori di impegnarsi in attività come quelle rivelate dalla nostra inchiesta, per esempio aiutando clienti a creare entità offshore fittizie destinate a frodare il fisco americano. La nostra inchiesta non è ancora conclusa, ma i nostri controlli e i nostri meccanismi di sorveglianza erano evidentemente inadeguati. UBS s'impegna a prendere le misure correttive e disciplinari necessarie".

Le dichiarazioni di Mark Branson sono disponibili in versione integrale al sito internet di UBS: "www.ubs.com/media".