Il nuovo principio dello «stöckli»

Ampliare, rialzare, suddividere: la maggior parte delle case ha un potenziale nascosto per nuovi usi, anche per più generazioni.

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22.07.2013, Jürg Zulliger (testo), Marcus Gaab / Trunk Archive (foto)

Famiglia Arn: ha un lotto di oltre 2300 metri quadrati nel Mittelland, tra Berna e Soletta. Tra le chiome degli alberi fruscia il vento, si sentono cinguettare gli uccellini: qui sembra che il tempo si sia fermato. Gli stöckli contadini (casette adiacenti alle fattorie destinate ai genitori del contadino) sono molto diffusi. Ma si trova anche un esempio per reinterpretare in chiave moderna il principio dello «stöckli»: per Erika Arn la manutenzione della casa e del giardino era troppo cara. Quando i figli se ne sono andati, la casa unifamiliare era diventata troppo grande. I due figli non volevano venderla, ma mantenere lo splendido podere di proprietà della famiglia.

Dalla casa per una famiglia a quella per due
Una piccola gara di architettura ha dato luce a una soluzione intelligente: la casa unifamiliare creata dall'architetto di Soletta Peter Bühlmann viene energicamente migliorata, ma resta così com'è. Dopo tutto testimonia la cultura contadina della regione e come costruzione in acciaio, vetro e cemento ricorda l'architettura moderna, come nello stile di un Mies van der Rohe. Il lotto offre grandi riserve di terra, quindi la famiglia Arn fa costruire un nuovo padiglione aggiuntivo in legno. Quest'ala dell'edificio è priva di ostacoli: ha un solo piano e un tetto piatto, in legno e con vetri tutt'intorno. La costruzione ha un effetto accogliente, leggero e trasparente.

Vicino e lontano
Ora rappresenta il rifugio per la vecchiaia di Erika Arn, mentre uno dei suoi figli ha acquisito la casa principale esistente, dove ora vivono il figlio, la nuora e i due bambini piccoli. È una distanza ragionevolmente ridotta: «Non mi assumo il ruolo di bambinaia», sottolinea Erika Arn. E aggiunge: «Ma non mi aspetto neanche che i giovani assumano un ruolo da Spitex.»

«In Svizzera ci sono complessivamente oltre 800 000 case unifamiliari», come sa Mariette Beyeler, architetto di Losanna e autrice del conosciutissimo libro «Weiterbauen» (Continuare a costruire). La maggioranza delle case di proprietà sono concepite per una fase della vita tra i 35 e i 50 anni. Ma effettivamente l'utilizzo successivo si estende per un periodo ben più lungo. La maggior parte degli edifici residenziali svizzeri ha già una certa età, quindi spesso vengono abitati da famiglie con una o due persone. Quasi una persona su tre di età compresa tra i 65 e gli 80 anni e una su cinque oltre gli 80 anni vive in una casa unifamiliare. Va benissimo, dice Mariette Beyeler, ma: «Spesso con alcuni interventi sarebbe possibile sfruttare meglio la struttura edile di queste case. In modo tale che lo spazio abitativo tenga conto delle esigenze delle persone anziane e si crei anche spazio per le nuove generazioni.» Per la maggior parte delle case ci sarebbero svariate possibilità per un edificio aggiuntivo sul terreno, sopraelevazioni o ale aggiuntive.

A cosa si deve fare attenzione se si vuole trasformare una casa unifamiliare in bifamiliare? «La progettazione deve essere pragmatica. Non si dovrebbe puntare a una convivenza troppo stretta», consiglia Mariette Beyeler. Anche quando sono i genitori e i figli a ripartirsi la casa, l'architetto progetterebbe esattamente nello stesso modo la casa bifamiliare, come se si trattasse di un'unità abitativa data in affitto esternamente. Questo presuppone ad esempio due ingressi separati, possibilmente lontani dalla vista. Altrettanto importante è uno spazio esterno proprio: una terrazza o un giardino.

Abitazioni flessibili di proprietà

Diversa è la situazione di partenza nel caso di unità di piano in case plurifamiliari che non è possibile espandere sotto, a destra o a sinistra. In questo caso appare più diffi cile una riorganizzazione in base alla fase della vita. Ma Mariette Beyeler vede anche per questo un approccio risolutivo: abitazioni flessibili di proprietà. Queste abitazioni comprendono per ogni piano non diversi appartamenti, bensì soltanto uno. E le scale devono essere esterne: così ogni piano è accessibile da due ingressi separati. Se poi non tutti i muri interni sono portanti dal punto di vista statico, l'appartamento consente successive modifiche flessibili, sia per il subaffitto che come appartamento per più generazioni. Un tale concetto architettonico potrebbe rivelarsi una vera e propria «casa del futuro».

Situazione di mercato

I prezzi dovrebbero salire ancora

Nel 2012 i prezzi delle transazioni reali (al netto dell'inflazione) per le abitazioni di proprietà sono fortemente aumentati di nuovo in tutte le regioni svizzere. La percentuale media di crescita reale ha superato il 7 % in tutto il Paese, spinta princi-palmente dalla crescita dei prezzi dell'11,6 % delle transazioni nella zona del lago di Ginevra. La crescita a Zurigo e nella Svizzera centrale pari al 6,7 % è stata nella media, mentre anche la Sviz zera nordoccidentale e Berna, fanalini di coda, hanno registrato comunque circa un 4,5 %. Nonostante le favorevoli condizioni di finanzia-mento e la domanda di immobili costantemente in crescita, ci aspettiamo per il 2013 tassi di crescita nettamente inferiori. Per una correzione dei prezzi c'è però bisogno che i tassi si normalizzino.


Rispetto a una nuova costruzione in una posizione altrettanto buona, la trasformazione di edifici esistenti è interessante anche dal punto di vista finanziario. Per il finanziamento, ad esempio, UBS Ipoteca «renovation» offre inte-ressanti condizioni speciali. Chi rinnova ai fini dell'efficienza energetica viene anche premiato fino al 31 dicembre 2013 con un premio cash tra i 2500 e gli 8500 franchi.