Crescita globale
I dati sulla crescita nel secondo trimestre 2004 hanno mancato le attese. Essi sono stati peggiori di quanto segnalavano gli indicatori anticipatori e coincidenti. Ciò si presta a due interpretazioni. Da un lato l’indebolimento (normalizzazione) dell’economia globale che era stato previsto a inizio anno per il secondo semestre 2004 si è verificato prima del previsto. Dall’altro, il secondo trimestre 2004 potrebbe essere stato un picco negativo in una fase di discesa. Se la seconda interpretazione è quella giusta, il terzo trimestre 2004 dovrebbe quindi essere migliore del secondo e il quarto risultare simile al secondo.
Ottica regionale
La crescita degli Usa nel T2 2004 (circa il 3% su base trimestrale annualizzata) si è rivelata molto inferiore alle attese. Ancora peggiore il dato del Giappone (meno del 2% rispetto al trimestre precedente, su base annualizzata), che è in palese contraddizione con le indicazioni dell’indice Tankan per il secondo trimestre. Restiamo fiduciosi che la dinamica dei prossimi trimestri determini una crescita per il Giappone in linea con la nostra previsione annuale del 4%. Riduciamo al 3,1% la stima sulla crescita negli Stati Uniti nel 2005, mantenendo un certo scetticismo. La debolezza dei consumi privati dovrebbe frenare la crescita del PIL del prossimo anno. Abbiamo leggermente rivisto al rialzo la crescita europea nel 2004 al 2%, ma restiamo prudenti sulla Germania. La crescita del PIL tedesco nel secondo trimestre (+2% circa) è stata guidata esclusivamente dalle esportazioni. La Germania è pertanto largamente esposta a un rallentamento globale.
Inflazione
Le nostre previsioni sull'inflazione negli Stati Uniti restano invariate. Attualmente, collochiamo il picco dell’inflazione a fine anno, con un arretramento nel 2005 (principalmente in virtù dell’effetto base dovuto al petrolio). Per il 2004 e il 2005 l’inflazione media dovrebbe arrivare al 2,5%. Rimane il rischio di dovere ulteriormente alzare le nostre previsioni sul rialzo dei prezzi, non solo per gli Stati Uniti ma anche per gli altri paesi industrializzati, anche se non dovremmo assistere a pressioni simili a quelle degli anni ’70 o ’80. In considerazione del caro-petrolio, abbiamo leggermente aumentato le previsioni sull’inflazione europea per il 2004.
Tassi d?interesse a breve
La Fed ha alzato nuovamente I tassi sui Fed Funds a settembre, che entro fine anno dovrebbero raggiungere il 2%. Per ora non prevediamo aumenti dei tassi da parte della BCE prima di fine anno. La Banca del Giappone continuerà la sua politica espansiva almeno fino a quando il paese non sarà definitivamente uscito dalla deflazione.
Rendimenti obbligazionari
Lo scenario inflazionistico e le previsioni di crescita ancora solide indicano un futuro aumento dei rendimenti dei titoli di Stato. La correzione dovrebbe essere meno brusca rispetto al primo trimestre 2004 e comunque più pronunciata negli Stati Uniti che non nell’area dell’euro, in considerazione dei maggiori rischi inflazionistici.