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Relazioni 2006  
Retrospettiva Financial Report Handbook
     
Rapporto 2006
 

Offrire opportunità
Offrire opportunità

Come prete, Joaquim Melo ha una vivida immagine della povertà. Cresciuto in una di quelle che i brasiliani chiamano favelas, baraccopoli di cartone, plastica o rifiuti che fungono da dimora per circa il 20% della popolazione, Melo nutriva lo stesso desiderio di ognuno dei milioni di brasiliani a cui il destino ha riservato la medesima sorte: andarsene e aiutare il prossimo.
Come prete, Joaquim Melo ha una vivida immagine della povertà. Cresciuto in una di quelle che i brasiliani chiamano favelas, baraccopoli di cartone, plastica o rifiuti che fungono da dimora per circa il 20% della popolazione, Melo nutriva lo stesso desiderio di ognuno dei milioni di brasiliani a cui il destino ha riservato la medesima sorte: andarsene e aiutare il prossimo.

Quando era giovane e in Brasile vigeva una dittatura militare, la chiesa cattolica era una delle poche organizzazioni ad aiutare concretamente i poveri. Per questo motivo, Melo entrò a far parte della chiesa a Fortaleza, una cittadina sita sulla costa nord-orientale del Brasile, e durante gli studi seminariali iniziò ad aiutare i poveri, vivendo nello squallore cui è costretto chi, per sopravvivere, raccoglie rifiuti.

«Ho trascorso sei mesi in una discarica con i raccoglitori di rifiuti: l’esperienza più toccante e umiliante che un individuo possa fare. Nella discarica non esistono distinzioni tra esseri umani, animali (per lo più avvoltoi) e spazzatura», spiega Melo.

Fu proprio nella discarica che il seminarista comprese che avrebbe fatto tutto il possibile per insegnare agli altri a camminare con le proprie gambe.

«Quando hai toccato il fondo ti restano due possibilità: o volti le spalle alla vita, oppure lotti con tutte le tue forze. Io ho imboccato la seconda strada e ho deciso di farlo collettivamente, organizzando gli altri per trovare una via d’uscita insieme», ricorda Melo.

Dopo neanche sei mesi, Melo si trasferì a Conjunto Palmeira, uno slum nei sobborghi di Fortaleza dove molti dei 30 000 abitanti vivevano senza acqua potabile, elettricità, canali di scolo o fognature. Melo partecipò sempre più attivamente a iniziative comunitarie e contribuì a migliorare le condizioni di vita di tutta la comunità insegnando agli abitanti a istituire un servizio di raccolta rifiuti e a costruire un sistema idrico e stradale. Con il passare del tempo, la sua attività andò ben oltre i compiti ecclesiastici e cedette il passo alla consapevolezza del ruolo di spicco che economia e finanza giocano in un contesto di povertà. Per questo motivo, fu creata la fondazione del Banco Palmas (banca popolare) nel 1997.

Il sistema bancario Banco Palmas è una struttura economica d’impostazione comunitaria che offre linee di microcredito per produttori e consumatori locali sotto forma di carte di credito e una moneta sociale interna denominata Palmas. La valuta, ancorata alla moneta legale ufficiale del Paese, il real, viene accettata e riconosciuta da produttori, negozianti e consumatori locali, agevola la vendita di merci all’interno della comunità, sostiene la crescita economica e infonde uno spirito di solidarietà tra gli abitanti.

Con la creazione del Banco Palmas Melo perseguiva il nobile scopo di dar vita a un circolo economico sostenibile a Conjunto Palmeira. E ci è riuscito: dal 1997 il numero di imprese all‘interno della comunità è aumentato del 40%. La banca ha creato 300 posti di lavoro direttamente e altri 600 presso aziende a cui sono stati concessi microcrediti.

L’iniziativa di Melo e il Brasile non costituiscono casi isolati. Numerosi fattori, compresa la globalizzazione, hanno esercitato un forte impatto sui Paesi poveri e sulla loro capacità di combattere l‘indigenza. Secondo i dati diffusi dalla Banca Mondiale, «dal 2000 la crescita economica complessiva nei Paesi in via di sviluppo è mediamente progredita a un tasso annuo del 4,8%, pari a oltre il doppio della media del 2% registrata nelle economie ad alto reddito.»

Tuttavia, nonostante i recenti picchi di crescita economica, aumenta sempre più la consapevolezza del divario tra ricchi e poveri in molti Paesi. L‘Istituto mondiale per la ricerca sullo sviluppo economico stima che il 40% del patrimonio globale netto è nelle mani di un’élite agiata pari all’1% della popolazione mondiale, mentre quasi la metà degli abitanti della Terra (2,8 miliardi di individui) si accontenta di un magro 1,1% e versa in condizioni di indigenza. In questo scenario, gli approcci innovativi come quello di Melo diventano imprescindibili per affrontare le questioni sociali nel XXI secolo.

Un’organizzazione non profit che ricerca e investe negli approcci più innovativi è Ashoka, una rete globale di leader mondiali nel settore dell’imprenditoria sociale. Si tratta di uomini e donne che, come Melo, risolvono attivamente i problemi sociali più pressanti che affliggono il pianeta. Dal 1981 Ashoka ha nominato oltre 1800 imprenditori sociali di spicco «Ashoka Fellow », a cui fornisce sussidi di sostentamento, supporto professionale e accesso a una rete globale di operatori che perseguono le medesime finalità in più di 60 Paesi.

«Grazie ad Ashoka sono entrato in contatto con un gruppo di persone che, come me, si battono per un mondo migliore e una maggiore valorizzazione della vita umana. Ashoka mi ha messo a disposizione fondi per tre anni, consentendomi di dedicarmi alla mia attività sociale a tempo pieno», ha dichiarato Melo.

Nel 2004 Melo è stato eletto «Ashoka Fellow» e nel 2005 è stato insignito del primo premio Visionaris, conferito ai fondatori di organizzazioni argentine, brasiliane e messicane che adottano un approccio innovativo per affrontare importanti sfide sociali.

Questo e altri riconoscimenti, unitamente alla recente ondata di contributi filantropici da parte di dirigenti e imprenditori di successo di tutto il mondo, costituiscono una prova tangibile dei progressi compiuti e alimentano le speranze.

Melo spiega: «Ho impiegato il premio Visionaris per allestire il punto vendita di Banco Palmas, che aiuta i piccoli produttori del quartiere a vendere la propria merce».

I servizi filantropici di UBS

UBS ha istituito due unità dedicate all’assistenza dei clienti che desiderano realizzare iniziative filantropiche: il team di consulenza Philanthropy Services e l’UBS Optimus Foundation.

UBS Philanthropy Services fornisce consulenza in materia di progettazione, allestimento e implementazione di strutture filantropiche appropriate. Sotto la sua egida vengono organizzati l’UBS Philanthropy Forum annuale e i premi Visionaris per l’imprenditorialità sociale. Inoltre, l’unità consente ai clienti di accedere a interlocutori di spicco nel settore umanitario e fornisce informazioni complete su una vasta gamma di opzioni filantropiche in numerose regioni per svariati progetti di diversa natura.

Maximilian Martin, Global Head of UBS Philanthropy Services, sottolinea: «Abbiamo dato vita a Visionaris per creare un ponte tra due gruppi di persone che altrimenti rischierebbero di non entrare mai in contatto reciproco: filantropi e imprenditori. La decisione di collaborare con Ashoka è stata presa alla luce delle comprovate credenziali che l’organizzazione vanta sul fronte della selezione di individui validi e dotati delle competenze necessarie per affrontare questioni sociali complesse con un approccio realmente innovativo.»

L’UBS Optimus Foundation offre ai clienti e ai collaboratori svariate opportunità di contributo a programmi umanitari. I progetti sostenuti dalla Fondazione in tutto il mondo vertono su due aree principali, «Bambini & talenti» e «Ricerca medica & biologica», si avvalgono della stretta collaborazione con rinomate organizzazioni partner e sono selezionati da un team di specialisti in seno alla Fondazione che ne segue da vicino l‘implementazione. UBS si fa carico di tutti i costi di gestione e amministrazione dell’UBS Optimus Foundation, affinché le donazioni dei clienti siano interamente devolute ai progetti. Nel 2006, l’UBS Optimus Foundation ha donato CHF 9 milioni a favore di 53 progetti in Africa, Asia-Pacifico, Europa, America del Nord e del Sud.

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